Sandro Mazzola è protagonista quest'oggi di una lunga intervista sulle pagine della Gazzetta dello Sport. "Fatta per lo Scudetto? Aspettate che mi tocco... (ride, ndr). lo sto sempre in guardia, ma non perché non mi fidi dei miei - per me i giocatori dell'Inter sono sempre i migliori del mondo - , ma perché ho i capelli bianchi e ne ho viste tante. Gli scudetti si vincono solo quando qualcuno te li cuce sul petto, ma penso davvero che questo momento arriverà. La squadra è stata troppo superiore rispetto alle altre".

Il merito principale, secondo Mazzola, è "Dell'allenatore, un ragazzo per bene in cui io ho sempre creduto dall'inizio. Non tutti pensavano che Chivu avrebbe avuto questo effetto sulla squadra e, invece, si è fatto seguire subito. Davanti c'è lui, dietro il gruppo: è in questo che si vede un vero leader. Tira dritto con il suo stile. Non lo sentirete urlare o esagerare, ma segue la sua strada. Sa che bisogna giocare bene, ma soprattutto vincere. L'anno scorso non ci siamo riusciti, è finito tutto sul più bello, in questo sarà diverso. E non sottovalutate la Coppa Italia: che bella rinascita una doppietta".

Lo Scudetto al primo anno da allenatore è un'impresa accaduta solo cinque volte all'Inter, l'ultima nel 1971 quando Invernizzi subentrò a Herrera. "Anche lui veniva dalle giovanili. Arrivare dopo uno come Helenio Herrera non era facile per nessuno: il Mago aveva un'impronta pesantissima. Siamo stati noi vecchi dello spogliatoio - da me a Facchetti e Corso - a convincere il presidente Fraizzoli che quella era la scelta giusta. Alla fine è andata bene e l'anno dopo abbiamo pure rischiato di vincere la Coppa Campioni. La Champions di quest'anno? Si poteva andare avanti ancora un altro po', diciamo che non avrebbe fatto male... Ma non puoi pensare che vada tutto bene in delle stagione così dure: rispetto ai miei tempi, ora si gioca tantissimo, sicuramente troppo, e una giornata storta può capitare a tutti. Poi si era pure fatto male Lautaro: inutile nasconderlo, senza di lui è tutta un'altra Inter".

Ecco, il capitano: è a 173 reti, ha davanti solo Altobelli a 209 e Meazza a 284. "Partiamo da un fatto, sono già tanti gol... Anzi, sono una infinità di gol e, quindi, Lautaro ha già adesso il posto nella storia dell'Inter. Per il resto, possiamo augurarci che rimanga a vita in casa nostra: gli argentini a volte vogliono tornare a casa, ma lui non si faccia venire strane idee. Col tempo passerà Altobelli per numero di gol e già solo mettersi nella scia di Meazza sarebbe un successo incredibile".

Nel corso dell'intervista si parla anche di Bastoni. "Perché ce l'hanno tutti con lui? Cosa ha fatto di così grave? Si può sbagliare, lo fanno tutti i giocatori di tutte le squadre, ma solo con gli interisti c'è questo accanimento. L'unica cosa che posso dirgli è: testa alta e riprenda a pedalare subito. Cessione al Barcellona? Ma dove deve andare? Milano è più bella anche di Barcellona: se ci fosse ancora Luisito (Suarez, ndr), glielo avrebbe confermato pure lui...".

Sezione: Copertina / Data: Mer 15 aprile 2026 alle 08:28
Autore: Antonio Di Chiara
vedi letture