La serie di ospiti del mondo dello sport invitati all'evento 'il Foglio a San Siro', di scena quest'oggi nella sala executive della Scala del Calcio, prevede anche la presenza di Giuseppe Marotta, presidente dell'Inter. Che inizia il suo intervento dal palco parlando della scelta da parte della Lega Serie A di Giovanni Malagò come candidato alla presidenza FIGC: "Su Malagò c'è stata convergenza da parte di 19 club su 20, quindi significa che il profilo ha trovato ampio consenso. Il momento difficile del calcio italiano non è solo l'eliminazione dai Mondiali, il malessere c'è da tantissimi anni. Bisogna fare un bel distinguo tra il valore sociale della nazionale e dall'altra il comparto industriale che è lo sport professionistico. Le riforme sono necessarie e devono rispondere al tema della sostenibilità".

Le proprietà straniere.
"Meno male che in Serie A ci sono le proprietà straniere, l'esempio è Milano, città nobile, che è in mano a due fondi stranieri. Meno male che Oaktree e Redbird sono riusciti a salvare l'attività sportiva della città. Il candidato ha esperienza, non sarà che l’interprete di un programma condiviso dalla Serie A e da chi deciderà di appoggiarlo. Oaktree esprime perplessità sul nostro modus operandi. Un altro grandissimo problema è quello delle strutture e le infrastrutture, mi riferisco ai settori giovanili. E' difficile assistere a iter burocratici così complicati per costruire uno stadio, laddove non c'è neanche intervento pubblico. Le proprietà straniere ci guardano non dico con diffidenza ma con un senso di responsabilità maggiore". 

L'aiuto della politica al sistema calcio italiano. 
"Assolutamente sì. è fondamentale. La crisi è partita dopo il 2006, non è generata dalla politica che deve accompagnarci in questo percorso. Noi possiamo garantire la competenza, alcune leggi sono vecchie. Io personalmente sono dell'avviso che Abodi fa quello che può fare. Oggi siamo in emergenza, bisogna creare un focus preciso. Noi non siamo alla ricerca di finanziamenti, da soli non ce la facciamo. Sono situazioni che il ministro conosce e sta già affrontando". 

Il dialogo col Milan per lo stadio.
"Non c'è stato nessun problema, c'è l'intelligenza delle persone di fare qualcosa di importante. Non vedo criticità".

18 squadre in Serie A.
"Ci troviamo davanti al fatto che una società come l'Inter deve rispondere a impegni diversi come le Coppe europee e le Nazionali che esigono di poter gestire i propri convocati. Avere 20 squadre complica le cose, per esempio se capita un rinvio per motivi meteorologici. Un campionato a 20 squadre non è in grado di essere vissuto. Dobbiamo accomodare e sistemare la paura delle piccole per la retrocessione. Il sistema ha bisogno del Sassuolo, dell'Inter e del Milan". 

Champions al sicuro come dice Chivu?
"Non è matematica, ma penso di sì. Da uomo di sport, come dice Galliani, arrivare in finale di Champions è un grandissimo risultato. Monaco grandissima delusione, ora il nostro sogno è lo scudetto, che è vicino ma non ancora raggiunto. Concentriamoci su questo". 

Vi farebbe contenti il Milan in Champions?
"Sicuramente". 

Chivu è confermato?
"Ha già contratto, è automatico sia confermato. Nella sostanza siamo davanti a un tecnico che risponde appieno alle caratteristiche che cercavamo. E' un punto di riferimento. L'unico neo, quando lo abbiamo scelto, era l'inesperienza, ora sta acquisendo esperienza domenica dopo domenica. Tutto il resto è estremamente positivo, siamo contenti della scelta. Oggi è uno dei migliori allenatori emergenti in circolazione". 

L'intervento di Beppe Marotta
Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 16 aprile 2026 alle 12:37 / Fonte: dall'inviato a San Siro
Autore: Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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Mattia Zangari
Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.