Per Alessandro Bastoni quella appena vissuta è stata una primavera complicata, al punto da spingerlo a valutare seriamente l'idea di lasciare non soltanto l'Inter, ma anche la Serie A. Oggi, però, il difensore nerazzurro guarda a quei mesi con uno spirito completamente diverso, forte di una ritrovata serenità e soprattutto di un rendimento che ha cancellato molti dei dubbi emersi nel periodo più delicato. Come scrive La Gazzetta dello Sport, all'epoca erano arrivati segnali invitanti dal Barcellona, non proprio l'ultimo club al mondo, e Bastoni aveva fatto sapere all'Inter di essere disposto ad approfondire la possibilità di partire. Poi qualcosa è cambiato.

Il rapporto con l'Inter è tornato solido

Da una parte il confronto con gli interessi della Nazionale e il sostegno di Cristian Chivu, che non ha mai messo in discussione il valore del difensore; dall'altra, alcune certezze negative legate a un eventuale addio che avrebbero trasformato l'operazione in una sorta di fuga dalle contestazioni. Sul mercato, inoltre, non si erano create le condizioni per una separazione considerata realmente conveniente. L'Inter non avrebbe preso in considerazione una cessione per meno di 60 milioni di euro e nemmeno il Barcellona sembrava intenzionato ad avvicinarsi a quella cifra. Il rapporto tra le parti si è così trasformato in un'occasione per ripartire. Oggi Bastoni è tornato al centro del progetto e in casa Inter sono pronti anche a discutere il rinnovo del contratto in scadenza nel 2028. Da possibile partente a colonna del futuro: il passo non è stato breve, ma è stato decisivo.

Due gol con l'Italia per cancellare i dubbi

A certificare la rinascita sono arrivati anche i risultati con la Nazionale. I due gol segnati, soprattutto quello realizzato venerdì allo Stade de France, hanno rappresentato la risposta più concreta a chi ne sottolineava le difficoltà nel giocare in una difesa a quattro. Bastoni ha così smentito sul campo le perplessità sulla sua capacità di adattarsi a sistemi differenti. Un concetto già sintetizzato da Roberto Mancini con una frase destinata a chiudere il dibattito: "I bravi calciatori possono giocare in qualunque sistema". Il rendimento offensivo ha poi assunto quasi le caratteristiche di quello di un centravanti: una rete a partita nelle ultime uscite con l'Italia. Dopo la notte di Zenica e l'espulsione che aveva accompagnato gli azzurri verso l'eliminazione dal terzo Mondiale, la reazione del difensore è stata netta. Bastoni ha ritrovato il sorriso proprio nella serata più importante, lasciandosi alle spalle anche il peso di una sfida che sembrava poter diventare un nuovo spartiacque.

Famiglia, equilibrio e la stagione della rivincita

Non è stato semplice arrivare a questo punto. La simulazione con esultanza durante Inter-Juve, il rosso contro la Bosnia e altri episodi che sembravano concentrarsi tutti nello stesso periodo avevano alimentato un clima particolarmente pesante attorno al difensore. Bastoni, però, è riuscito a isolarsi da tutto questo grazie agli affetti più sinceri, alla famiglia e soprattutto al quotidiano rapporto con la figlia Azzurra. Ritrovata la necessaria serenità, più o meno nello stesso periodo in cui conquistava il suo terzo scudetto con l'Inter, ha potuto iniziare a preparare la stagione della rivincita. 

"Ho giocato più di 300 partite in carriera, non mi sono fatto condizionare da un paio di episodi negativi", aveva sottolineato in Francia. Parole che raccontano bene il percorso compiuto: Bastoni ha scelto di azzerare il contatore degli errori, di non lasciarsi trascinare dal vittimismo e di guardare avanti. Non aveva più parlato pubblicamente dopo le scuse per il caso Kalulu, preferendo lavorare lontano dai riflettori. Poi è arrivata la risposta più forte possibile: un gol fondamentale proprio in una partita contro lo stesso Kalulu.

Sezione: Focus / Data: Dom 04 ottobre 2026 alle 08:14
Autore: Ludovica Ferrante
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