Lunga intervista dai toni latini quella andata in onda con il secondo episodio di Team Talks, programma prodotto di Inter Media House in collaborazione con Betsson Sport. Episodio, il secondo della saga, che parla español con i due argentini Joaquin Correa e Lautaro Martinez (LEGGI QUI), in compagnia dello spagnolo Pepo Martinez. Di seguito le parole del Tucu.
Hai condiviso lo spogliatoio con tanti campioni, c’è stato qualcuno che ti ha fatto pensare che fosse fuori categoria?
"Ai miei inizi con Veron, è la persona che mi ha dato qualcosa in più e che mi ha insegnato a vedere anche fuori dal calcio argentino. Era forte, mi ha fatto capire la differenza tra i giocatori e quelli davvero forti".
Lautaro?
"Era più piccolo, stava iniziando. Ci siamo ritrovati in Nazionale e poi qua, è sempre stato forte".
Il primo allenamento con Lautaro te lo ricordi?
"Sì me lo ricordo, sono arrivato il giorno prima della partita. Mi ha fatto sentire a casa, ma non solo lui. Siamo un bel gruppo".
Quando sei arrivato a Milano cosa ti ha impressionato di più dell'Inter?
"Innanzitutto mi è piaciuto il cambiamento perché io ero venuto qui quando avevo 15-16 anni e ho visto il cambiamento del centro sportivo, come è cresciuto tanto anche sotto questo aspetto. E poi il gruppo già prima che arrivassi mi aveva mandato qualche messaggio e questo è importante, ti fa capire quanta voglia di vincere e di migliorarsi insieme c'è".
Qual è stato il momento più bello con la maglia dell'Inter?
"Quando abbiamo alzato i trofei. Quella sensazione lì è la più bella, al di là dei momenti personali o dei momenti di squadra, penso che vedere tutti felici quando i trofei sia la cosa più bella che ci sia. Non c'è sensazione più bella".
E se devi scegliere un gol o una partita speciale?
"L'esordio è stato qualcosa di molto bello, poi ritornare dopo anni a giocare titolare è stato molto bello anche. Mi sono sentito molto bene, accolto molto bene anche dai miei compagni dopo un anno via, è stato molto bello per me. Però come ho detto le cose di gruppo o di squadra che abbiamo raggiunto insieme come i Trofei o la finale di Istanbul sono le cose migliori".
Se dovessi scegliere una parola per definire Lautaro?
"Per me la parola è campione. Poi per me lui è devastante, quando sta bene la squadra sta bene. Per noi è super importante, è il nostro capitano, ce lo dimostra sempre. Però credo che la parola campione a lui sta bene".
Tra River e Boca per chi tifi?
"Perché sta domanda? Io sono dell'Estudiantes, sono uscito da lì. Mio padre però è del River e mi portava da piccolo a vedere le partita e quindi un pochino dico River. Prima l'Inter però, sempre".
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