Si è infranto sul più bello il sogno del Giappone, Nazionale finita col diventare uno degli epicentri di un romanticismo riscoperto in una Coppa del Mondo che sembrava parlare una lingua che cozzava con sentimentalismi e umanità. La selezione di Hajime Moriyasu è riuscita a superare con buoni risultati la fase a gironi, trovandosi però a dover fare sfortunatamente i conti con una delle Nazionali più forti del torneo e favorite per la vittoria finale: il Brasile di Carlo Ancelotti. Squadra che i giapponesi hanno affrontato con onore, sfrontatezza e coraggio riuscendo persino a passare in vantaggio, facendo sognare i più romantici, tra cui Yuto Nagatomo che di questa squadra è stato più di un semplice simbolo.

L'ex giocatore dell'Inter difatti, alla veneranda età di 39 anni (e sì, anche Messi conta lo stesso numero di Primavere, ma è Messi...) è riuscito a conquistare la fiducia del commissario tecnico che lo ha convocato per il suo quinto Mondiale consecutivo, regalandogli la possibilità di strappare il record di primo calciatore giapponese e primo calciatore asiatico a disputare cinque trofei iridati in fila. Poco meno di ventiquattro ore dopo la sconfitta, arrivata in pieno recupero con il gol di Martinelli che ha raddoppiato il risultato dopo la marcatura di Casemiro, Nagatomo ha affidato a Instagram le sensazioni post-eliminazione: "Il tempo prezioso in cui noi adulti abbiamo messo tutta la nostra anima in ciò che facevamo, piangendo e ridendo insieme e lottando per i nostri compagni, è stato davvero la nostra giovinezza" ha scritto con tanto di romanticismo poetico. "Sono profondamente orgoglioso di questa squadra straordinaria e di tutti i miei compagni. Grazie di cuore a tutti voi che ci avete sostenuto. Vi sono davvero grato".

Sezione: Ex nerazzurri / Data: Mar 30 giugno 2026 alle 17:30
Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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Egle Patanè
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Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi