Il commissario straordinario della FIGC Giovanni Malagò ha parlato anche ai microfoni de La Repubblica a proposito delle elezioni federali del prossimo 14 dicembre per le quali sarà candidato. Rivelando di contare sull'appoggio di gran parte della Lega Serie A: "Dopo la mia elezione non mi sono mai sentito abbandonato dalla maggioranza. Né mi abbatto se ci sono rumors su questo, che sono anche magari corrispondenti alla verità. Prendo atto che ci siano delle resistenze, da parte di soggetti che hanno storie importanti alle spalle, ma con il dialogo si può creare persino condivisione. L'auspicio è che la mia candidatura continui a compattare, come è stato a giugno, un mondo che per anni ha vissuto di divisioni, anche molto forti. Sto chiamando tutti i presidenti di Serie A uno per uno: ne ho sentiti già tredici e tutti mi garantiscono il loro sostegno".

Malagò torna anche sull'arrivo alla guida della Nazionale di Roberto Mancini, dopo una serie di turbolenze: "Che io volessi Roberto dall'inizio non c'è ombra di dubbio e lo confermo anche qui. Credo di capire di calcio, ma il segnale che volevo dare era lasciare la responsabilità del Club Italia e occuparmi di organizzazione, gestione delle risorse, sponsor, canali diplomatici, temi istituzionali, politici. Ho pensato a un nome che mi desse garanzie e ho scelto Paolo Maldini, pensando che con lui si arrivasse alla stessa conclusione sul CT Paolo avrebbe diviso il percorso con Leonardo anche sotto il profilo economico e non mi sono sentito di dirgli di no. Poi, io non ho mai parlato con Guardiola, ma Maldini e Leonardo sono rimasti da lui tutta una sera. Pep è stato onesto. Ha preso un sabbatico, per temi anche familiari, ma se avesse fatto qualcosa l'avrebbe fatto con noi. A quel punto, Maldini voleva un vincente del 2006, uno di quella generazione. Né io né lui sapevamo del contratto di Andrea Pirlo come ambasciatore di una società di scommesse russa. A quel punto ho detto: "fermiamoci qua". Se mi sono disperato per questo? No, affatto. Però fino a quel momento ero stato leale con Maldini, anche se speravo lui convergesse sulla mia scelta. Arrivati a un certo punto non puoi che dire: grazie e arrivederci. Io sono fatalista"

Sezione: News / Data: Sab 24 ottobre 2026 alle 13:12
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.