Siamo a metà aprile, il campionato non è finito, ma sicuramente quantomeno indirizzato. Ad una mera e fredda analisi dei numeri – scaramanzia a parte - l’Inter corre meritamente verso il suo 19esimo Scudetto. In un torneo - nonostante le opinioni dei tanti detrattori nerazzurri – sin qui sinceramente e assolutamente dominato dalla squadra di Conte. C’è chi parla a casaccio di bel gioco, quando de gustibus non disputandum est. C’è chi semplicemente rosica e per non riconoscere i meriti dell’Inter – che probabilmente se fosse stata un’altra squadra sarebbe stata al contrario esaltata – sminuisce il percorso del Biscione. Ma sino ad oggi la superiorità della Beneamata – almeno in Italia, in Europa infatti, a mio avviso la stagione resta ampiamente negativa - è stata schiacciante, a volte imbarazzante. Lo dimostrano le statistiche, vedi le 11 vittorie di fila che hanno permesso alla compagine nerazzurra di entrare nella storia del calcio italiano, dato che nessuno mai nel girone di ritorno aveva fatto così bene. Lo evidenziano anche i risultati degli scontri diretti in Serie A. Con l’Inter che di fatto ha detronizzato la Juventus con un 2-0 su cui non si può eccepire nulla. E col 3-0 nel Derby che sta stretto a Lukaku e compagni, in un match in cui l’attuale capolista avrebbe potuto sconfiggere il Milan con un punteggio forse anche più rumoroso: viene da ridere insomma se si pensa alle recriminazioni rossonere per un minuto della partita dove il Diavolo ha creato ottime occasioni da gol. Uno su 90 più recupero è un po’ pochino…

E a proposito degli storici rivali cittadini: dopo la memoria offuscata di Pioli che per mesi, insieme ai suoi giocatori, aveva parlato apertamente della possibilità di vincere il Tricolore, adesso il mister dei rossoneri sostiene che siano stati i giornalisti a sviscerare apertamente tale ipotesi. Ergo: il nuovo-vecchio obiettivo dichiarato dei cugini è quello di entrare in Champions League. Stesso discorso per la Juventus, ossia per il club che da nove anni trionfa – spesso e volentieri con irrisoria facilità – in Italia e che tra le sue fila può contare sul giocatore, insieme a Messi, almeno sulla carta, più forte del mondo: quel Cristiano Ronaldo lautamente pagato che attualmente non si sa perché, viene quasi svalutato da alcuni dei suoi stessi tifosi. E allora ecco che Napoli-Inter diventa l’occasione per milanisti e juventini di tifare, sia chiaro solo per 90 minuti, per i nerazzurri. Lo consiglia la classifica, lo fanno intendere chiaramente i protagonisti delle due società con quel “Puntiamo alla Champions e guardiamo chi ci sta dietro”. Un ulteriore attestato di stima per la squadra di Conte, che oggi non solo è tornata credibile, ma di fatto può, con determinati accorgimenti, aprire anche un ciclo.

Nulla è ancora conquistato, guai a pensare il contrario e ad abbassare la guardia. Servono 13 punti per la matematica, ma le basi per una stagione straordinaria, almeno entro i confini nazionali, sono più che solide. E anche gli avversari - che di fatto e almeno a parole - hanno già pubblicamente alzato bandiera bianca. E accettato a malincuore, certificandola con plurime dichiarazioni, la superiorità nerazzurra.

VIDEO - AMARCORD INTER - 16/04/2010: IL SOMBRERO DI MAICON ALLA JUVENTUS

Sezione: Editoriale / Data: Ven 16 aprile 2021 alle 00:00
Autore: Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna
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