Il presidente del Senato Ignazio La Russa, nel corso del suo intervento su GR Parlamento per 'La Politica nel Pallone', dice la sua anche sulla riforma della classe arbitrale che dovrebbe arrivare prossimamente: "Io so quanto sia difficile fare l'arbitro, hai puntualmente gli occhi di tutti addosso; se arbitri a San Siro sono 140mila occhi su di te. Ricordo quando avevo 19 anni che feci il corso ma non arbitrai mai perché l'impegno politico me lo impedì per mille motivi. Ma mi misi nei panni di chi vuole fare l'arbitro; ci vuole un certo coraggio. Riconosco che quando polemizzo con gli arbitri è difficile farlo bene. Ma chi li seleziona ha meno giustificazioni; quando mandi al VAR uno bocciato nel fare l'arbitro la responsabilità è del disegnatore. Do più responsabilità al designatore che ad un uomo che col VAR deve resettare questa complicazione. Con le telecamere in campo, uno che ti manda a rivedere l'azione, l'arbitro ha mille difficoltà. Per la Serie A vanno selezionati solo gli arbitri bravi. Non è obbligatorio assumersi certe responsabilità, ma se lo fanno devono farlo al massimo, senza favoritismi, superficialità o correntine".

Il gioco effettivo è aumentato di un minuto nell'ultima giornata rispetto alla 24esima, è un bene?
"Sì, è un bene. E il tempo di recupero lo farei effettivo, come nel basket: ciò consentirebbe di far capire che perdere tempo è inutile".

Quanto manca Lautaro all'Inter? Domenica a Firenze sarà una partita molto importante.
"Tutte le partite sono importanti. Ma se a inizio campionato mi avessero detto che nonostante gli errori arbitrali l'Inter fosse stata a più otto sulla seconda a questo punto del torneo, gli interisti avrebbero messo non una ma tre firme".

Scudetto o Coppa Italia?
"Non considero lo Scudetto vinto. Anche questa cosa che lo Scudetto è vinto come vinciamo una partita... Ci sono ancora nove partite, bisogna rimboccarsi le maniche perché abbiamo grandi avversarie. Mi fa piacere che ci sia competizione fino all'ultima giornata. Poi dico: non è il mio sogno, ma non sarei così triste se arrivassimo a pari punti col Milan per batterli in uno spareggio. Sarebbe divertentissimo, spero non ce ne sia il bisogno ma non tutto il male verrebbe per nuocere. Con il Milan a meno cinque quella prospettiva ci poteva stare".

Uno Scudetto con due derby persi.
"Sei punti dati ai cugini, non regalati perché il primo se lo sono goduto. Il secondo lasciamo perdere".

Il Como è in zona Champions League.
"Il Como mi appassiona, voglio andare al Sinigaglia prima della fine della stagione per gustarmi questa squadra che ha un grande allenatore e con giocatori che sono sì costati ma le grandi squadre dimostrano che i soldi non bastano. Lui è riuscito ad attirare anche il padrone dell'Inter con la bellezza di Como; se ti dicono di comprare il Paternò ti chiedono cosa vanno a fare, mentre a Como, con uno stadio affacciato sul lago, può essere un'avventura meravigliosa. Io tifo perché vada in Champions". 

Sezione: Focus / Data: Lun 16 marzo 2026 alle 16:30
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Christian Liotta
Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.