Come son cambiate le cose nel giro di un anno. Il riferimento non è solo alla classifica di Serie A che ora vede al comando l'Inter, ma anche alla retorica su pressioni, calendari ed errori arbitrali che per certi versi si è pian piano modificata. La cronaca racconta che all'inizio di febbario l'Inter si trova in cima davanti a tutti, a 8 punti di distanza dal Milan (che però ha una partita in meno), 9 dal Napoli campione in carica e a +12 da Roma e Juventus, quest'ultima avversaria la notte di San Valentino a San Siro. 

A guidare il Napoli con il tricolore sul petto c'è sempre Antonio Conte. Questa volta però il percorso è ben più tortuoso e in salita, a differenza della passata stagione dove era in corsa su un unico obiettivo su cui poteva concentrare tutte le energie fisiche e mentali della squadra. La League Phase della Champions League ha complicato i piani del salentino nonostante l'uscita imminente dalla competizione (ennesima conferma della disastrosa storia personale in Europa), facendo scivolare gli azzurri al terzo posto con un divario importante dalla vetta. Quest'anno le pressioni sono tutte sull'Inter, etichettata come "la favorita" per via della "rosa profonda". Anche se ci si 'dimentica' - usiamo questo termine perché vogliamo essere gentili... - che in panchina è arrivato un nuovo allenatore che prima del nuovo sbarco a Milano aveva collezionato appena 13 panchine in Serie A. E ci si 'dimentica' - sì, rilanciamo - anche che l'Inter non ha speso sul mercato quanto squadre come Milan, Napoli e Juventus. Quest'anno però abbiamo scoperto da Conte che anche avere "tanti volti nuovi" e un presidente che spende la tripla cifra in entrata è un problema. Beh, se lo dice uno che in passato ha citato i "ristoranti da 100 e da 10 euro" e che è stato protagonista del 'Patto di Villa Bellini'... la credibilità è pari allo zero. 

Credibilità che è pari allo zero se si parla di mercato ma anche di pressione, appunto. Un concetto nel febbraio del 2024 aveva confessato pubblicamente di non digerire nella conferenza stama pre-Como: "Quando sento parlare qualcuno che vuole mettere pressione su di noi dico che se qualcuno ha voluto la bicicletta ora deve iniziare a pedalare e a farlo fortissimo. A Napoli si dice 'Cca' nisciun è fess'. Quindi quando parliamo di pressione, qualcuno pensa di mettere pressione a noi che ha voluto la bicicletta e adesso deve pedalare forte". E quest'anno, Antò, come funziona la bicicletta? È senza sellino? Si sono inceppate le catene? Oppure le ruote sono sgonfie? Domandare è lecito, se non altro perché chi siede sopra questa bicicletta, almeno fino a questo momento, non sta pedalando come dovrebbe. 

Credibilità che è pari allo zero se si parla di calendari, visto che nella passata stagione veniva assicurato che l'Inter (che alla fine della fiera ha praticamente giocato un girone in più del Napoli) doveva essere "onorata" di giocare la Champions League; ma anche che competere su una sola competizione non rappresentava di certo un vantaggio, non sia mai. A distanza di un anno, invece, si scopre che le energie ne risentono, i risultati pure, ma anche che - udite udite - gli infortuni possono aumentare. E se Scott McTominay prendeva le sembianze del suo allenatore parlando di "No Anguissa, no Rrahmani, no Lukaku, no Neres" dopo il 2-2 di San Siro, sottolineando poi che anche per l'Inter sarebbe dura senza Calhanoglu, Barella, Dumfries... in questo caso la risposta ve l'ha servita sul piatto Cristian Chivu da Reșița. Con i fatti, non lo le chiacchiere.  

Credibilità che è pari allo zero anche se si parla di errori arbitrali, se si pensa che il 10 novembre 2024, dopo l'1-1 di San Siro tra Inter e Napoli, Conte alzava il sipario su un triste show mediatico contestando il rigore concesso ai nerazzurri e poi sbagliato da Calhanoglu: "Cosa significa? E' una cosa che mi fa incazzare, il VAR deve intervenire se c'è un errore. Se c'è il VAR deve essere utilizzato per correggere gli errori. Errore clamoroso, che può incidere sulla partita. Che significa? Se c'è un errore il VAR interviene, punto e basta. Va a vedere cosa succede. In questo modo non mi sento più sicuro con il VAR. Fatemi capire: il VAR deve correggere un errore, non che lascia la decisione all'arbitro. Altrimenti si creano dei retropensieri". "Retropensieri" che quest'anno al Maradona, dopo il rigore fake chiamato dal guardalinee (prima volta nella storia) e regalato al Napoli per il """"fallo"""" (sì, lo mettiamo tra più di una virgoletta) di Mkhitaryan su Di Lorenzo, non sono stati nominati. Così come non sono stati menzionati dopo il penalty gentilmente incartato da Massa - per la "strisciata accidentale non punibile e non da rigore", cit. del componente CAN Dino Tommasi durante 'Open VAR' - per il contatto tra Cornet e il "gioioso" Vergara. Biciclette e retropensieri non sono più quelli di una volta...

Sezione: Editoriale / Data: Mer 11 febbraio 2026 alle 00:00
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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Stefano Bertocchi
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Stefano Bertocchi
Da sempre a contatto con l’Inter per ‘colpa’ dei dribbling di Ronaldo. Giornalista pubblicista dal 2019, racconta la prima squadra e il mondo nerazzurro con le dita su una tastiera. Non rinuncia alla bellezza di San Siro e al fascino delle trasferte.
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