Si dia al Sassuolo quel che è del Sassuolo. Organizzazione di gioco, compattezza, capacità di soffrire e di uscire dalle difficoltà. Si sono viste tutte queste caratteristiche a San Siro, con una vittoria dei neroverdi grazie a un secondo tempo in cui gli uomini di Dionisi hanno annullato l’Inter sul piano del gioco e dello strapotere fisico, dominando nella propria area e ripartendo con intensità e ampiezza. Matheus Enrique e Daniel Boloca in regia hanno dettato i tempi verticalizzando e addormentando la partita a seconda dei momenti. Berardi ha inciso con un’imbucata geniale per Bajrami e un grande gol. Il resto l’ha fatto il calo di tensione interista dei secondi 45’.
Le luci dei telefonini di San Siro dopo il gol del momentaneo vantaggio di Dumfries a fine primo tempo lasciano presagire un’altra partita da grande Inter. Insaziabile, fisica, ad alto tasso tecnico ed elettrico. Alla ricerca continua del gol e della vittoria. Ma vecchi fantasmi sono dietro l’angolo, pronti a terrorizzare i nerazzurri. Già nel primo tempo il Sassuolo mostra la sua voglia di stare in partita con una difesa pressoché perfetta e un’aggressione costante senza regalare neanche un metro di campo. Inevitabile che con la grande densità del Sassuolo in mezzo, ci sia spazio sulle fasce. Il gioco si sviluppa molto di più sulla destra interista con Dumfries che ha metri in zona d’attacco dato che Laurienté fa fatica a tornare e raddoppiare. Si vede più di una transizione da sinistra a destra con uscita palla veloce e pulita passando dai piedi di Calhanoglu e Barella fino ad arrivare al numero 2 che crossa ma non trova i compagni grazie a delle ottime coperture di Viti e Erlic. Gli strappi di Thuram dei primi minuti atti a crearsi spazio grazie agli uno contro uno vinti e alla velocità creano apprensione al Sassuolo. Ma l’Inter non riesce ad abbattere il muro difensivo avversario. Manca sempre il passaggio illuminante, l’assist decisivo. Anche Acerbi prova a mettere pressione inserendosi nell’area avversaria pronto a concludere. Nell’altra fascia Dimarco è spesso isolato e rimane alto a livello degli attaccanti in fase di possesso, ma non è mai pericoloso grazie ai raddoppi di Berardi e Toljan che gli chiudono ogni possibile via. Il capitano neroverde aiuta molto i compagni in difesa e per questo non è quasi mai isolato davanti per cercare l’uno contro uno. Ci pensa Dumfries a sbloccare la gara mettendosi in proprio, grazie all’ennesimo ritardo nel ripiegamento di Laurienté.
Nel secondo tempo cala la notte. Il Sassuolo entra piu determinato a portare tanti uomini sulla trequarti per mettere pressione alla difesa interista. Le geometrie di Boloca, la vivacità di Bajrami e soprattutto la progressiva entrata in partita di Berardi anche in fase offensiva, fanno il resto. In 10 minuti il risultato è ribaltato. Dopo l’1-2 gli emiliani si abbassano e difendono con tutti gli effettivi, ma non rinunciano a giocare e ripartire una volta rientrati in possesso. All’Inter invece manca la “garra” delle partite precedenti e le gambe dei giocatori cominciano a farsi pesanti. Non si vedono più ordine e transizioni veloci a centrocampo e davanti Thuram e Lautaro si estraniano dal gioco. Mentre i cambi del Sassuolo danno vivacità, soprattutto quello di Castillejo che si posiziona sulla trequarti e fa ripartire i suoi con qualità, quelli dell’Inter non danno il cambio di marcia che serve a Inzaghi. Il possesso è sterile e non ci sono sbocchi. Ci prova solo Frattesi con qualche inserimento senza palla e un’occasione da gol sprecata. Non basta. La partita nerazzurra diventa sempre più disordinata e tutta un “palla lunga e ci abbracciamo” che ricorda qualche frangente della passata stagione. E poi scivola via. Il triplice fischio sancisce la prima sconfitta della stagione. I fantasmi, per questa volta, hanno preso il sopravvento.
Riccardo Despali
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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