Como e Inter non si fanno male nella semifinale di andata di Coppa Italia. Le due squadre si studiano tatticamente e, soprattutto nel secondo tempo, non affondano mai, preferendo la gestione del risultato e delle forze all’emergere come vincitrice del primo round. La partita è quindi a larghi tratti lenta e orizzontale, senza vere occasioni, con un giropalla compassato ma preciso, data la rinuncia della pressione alta e forte di entrambe le squadre.
L’Inter sperimenta due trequartisti alle spalle della sola punta Esposito, visto le indisponibilità di Bonny e Lautaro. Frattesi e Diouf si muovono molto sulla trequarti e a turno scendono a farsi dare palla dai due mediani Calhanoglu e Sucic e triangolare con loro. Ma davanti non riescono a incidere e a dare il supporto necessario a Pio Esposito, che é sempre stretto nella morsa dei due centrali del Como Diego Carlos e Ramon. Il 94 non riesce mai a tenere palla e far salire la squadra poiché costantemente raddoppiato. Ne risente la manovra complessiva in attacco dei nerazzurri che non arrivano mai a impensierire Butez, anche perché la spinta sulle fasce non è dirompente. Carlos Augusto resta più bloccato a sinistra per evitare incursioni di Vojvoda, schierato alto a destra da Fabregas. Darmian a destra potrebbe anche spingere di più, alzando anche la pressione per andare a prendere alto il terzino Valle, fonte di gioco della difesa comasca, ma spesso non lo fa coi tempi giusti.
Calhanoglu e Sucic sono scolastici e un po’ compassati, preferendo passaggi facili orizzontali a imbucate o lanci lunghi. Il Como palleggia con più intensità dell’Inter nel primo tempo. Questo porta la squadra di Fabregas ad avvicinarsi di più alla porta presidiata da Martinez. Nico Paz da falso nueve scende a impostare, ma quando si alza è ben controllato da Acerbi, col supporto di Bastoni. L’uomo con un po’ più di spazio è Caqueret, che è libero di svariare su tutto il fronte e farsi attirare dalla palla per lo scambio nello stretto col compagno. Quando il francese lascia la posizione a destra è Perrone che si alza e la va a occupare. Anche Vojvoda largo a destra è attivo e pericoloso grazie alla sua fisicità, ma Carlos Augusto lo controlla benissimo, stoppando anche una delle poche azioni da gol del Como con una scivolata provvidenziale. L’Inter prova a trovare un po’ di imprevedibilità togliendo il riferimento offensivo e inserendo Thuram con compiti di svariare, ma la sostanza non cambia. Con il passare dei minuti la partita scivola via tra passaggi scolastici e poca pressione. Ci si giocherà tutto al ritorno tra più di un mese a San Siro.
Autore: Riccardo Despali / Twitter: @RiccardoDespali
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