La rincorsa alla prossima Champions League dell'Inter passa dal Bentegodi di Verona, nel turno infrasettimanale dopo la Lazio e prima della Roma, avversarie dirette per un posto tra le prime quattro. Ampio turnover anche stavolta per Inzaghi, che nel suo 3-5-2 sceglie Handanovic tra i pali con D'Ambrosio, De Vrij e Acerbi in difesa. A centrocampo riposo per Barella e linea formata da Dumfries, Mkhitaryan, Brozovic, Calhanoglu e Dimarco. In attacco tornano dal 1' Lautaro e Dzeko, con Lukaku e Correa pronti a subentrare a gara in corso. L'Hellas di Zaffaroni, terzultimo in classifica a pari pnti con lo Spezia, se la gioca con il 3-4-2-1: l'ex nerazzurro Faraoni schierato largo a destra, in avanti Verdi e Lazovic agiscono a supporto di Gaich unica punta.
Ritmi intensi in avvio di gara con l'Hellas che in fase di non possesso gioca uno contro uno e si dispone addirittura più coperto di quanto segnalato sulla carta: Lazovic si sacrifica sulla fascia sinistra in marcatura a uomo su Dumfries, Verdi e Depaoli alle spalle di Gaich vanno in disturbo sui primi portatori di palla nerazzurri, mentre Tameze ed Abildgaard formano lo scudo centrale davanti alla difesa. In mezzo le vie sono bloccate e allora l'Inter assalta l'area del Verona puntando sui palloni messi dentro dai suoi esterni, con Acerbi da una parte e D'Ambrosio dall'altra liberi di avanzare nel tentativo di creare la superiorità. Gialloblu arroccati nella propria metà campo e compatti sia nelle chiusure che nelle ripartenze, una delle quali porta alla prima palla gol sui piedi di Verdi. La squadra di Inzaghi fatica a rendersi pericolosa su azione, ma su palla inattiva è un'altra storia: Dzeko su calcio di punizione di Calhanoglu, D'Ambrosio e De Vrij in serie su corner devono fare i conti con i riflessi di Montipò, poi al 31' sul cross di Dimarco dopo angolo battuto dalla destra il portiere non può nulla sul maldestro avvitamento di Gaich che insacca nella propria porta. Un'altra soluzione sono i tiri da fuori e, mentre l'Hellas si scolla, Calhanoglu al primo tentativo al 37' indovina la traiettoria giusta stampando il pallone alla sua maniera sotto l'incrocio. Nemmeno il tempo di riprendere il gioco che la squadra di Inzaghi si porta sul 3-0 approfittando di un Verona stordito: Mkhitaryan in pressing soffia palla a Tameze, pallone da Lautaro a Dzeko che lanciato in area a tu per tu con Montipò torna al gol dopo quasi quattro mesi di digiuno in campionato. Nel frattempo Lazovic si è spostato sulla trequarti con Verdi, mentre Depaoli partito in mezzo ha ripreso il ruolo di esterno sinistro.
Alla ripresa doppio cambio negli scaligeri: Doig rileva Lazovic e va a schierarsi largo a sinistra, Duda entra al posto di Verdi e affiancato da Depaoli (tornato nella posizione in cui aveva iniziato il match) agisce sulla trequarti. L'Hellas però non c'è più: al 55' altra disattenzione fatale nella costruzione dal basso con Ceccherini che sbaglia l'appoggio di fronte al pressing di Brozovic, il croato cattura il pallone e manda in porta Lautaro che di pallonetto mette la firma sul poker. Partita praticamente in ghiaccio e doppio cambio pure per Inzaghi: in campo Darmian e Bellanova, fuori D'Ambrosio e Dimarco. Nonostante il divario di quattro gol il Verona si sbilancia, l'Inter lo punisce anche stavolta con la ripartenza portata avanti da Acerbi e finalizzata da Dzeko: doppietta del bosniaco e cinquina nerazzurra al 61'. Gli uomini di Inzaghi gestiscono la restante mezzora di match senza particolari sussulti, mentre sia il tecnico interista che Zaffaroni con il passare dei minuti si giocano anche gli ultimi tre cambi: entrano Coppola, Djuric e Cabal per Hien, Gaich e Ceccherini negli scaligeri, nell'Inter Zanotti, Gagliardini e Asllani sostituiscono Dumfries, Mkhitaryan e Brozovic. In pieno recupero sul cross da destra di Calhanoglu c'è Bellanova alla Dimarco in area a saltare, sponda aerea del 12 per Lautaro che combatte su un pallone che sembrava perso e sigla anche lui la doppietta. Finisce 0-6 un match stradominato dall'Inter: 20 conclusioni di cui 10 nello specchio da parte dei nerazzurri, possesso palla al 75% con una mole impressionante di 652 passaggi e accuratezza del 91%. Terza vittoria di fila per gli inzaghiani (non era mai successo nel 2023), attesi sabato dallo scontro diretto per la Champions contro la Roma e quattro giorni dopo dall'euroderby in semifinale contro il Milan.
Autore: Daniele Alfieri / Twitter: @DanieleAlfieri7
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