Lo stress la chiave... dell'insuccesso europeo dell'Inter. "Conte tira fuori il massimo, si dice, tiene la macchina a tavoletta, ma produce stress e prosciuga ogni energia - sottolinea il Corriere dello Sport -. Non è semplice mantenere lo stesso tipo di rendimento con costanza, senza flessioni o cedimenti, per dieci mesi. In Serie A ha un senso e la regolarità permette di costruire le stagioni. Per questo motivo il popolo nerazzurro lo ha già perdonato: il primo posto e l’idea di poter soffiare lo scudetto alla Juve martedì notte a Milano avevano già consentito di smaltire la delusione. Dove si alza il livello, il suo calcio pieno d’impeto e furore non basta. Lo stress di Conte non paga in Champions, torneo più breve e in cui conta la forma fisica al momento opportuno.

Se non sei pronto quando serve e hai meno qualità, vai fuori, è inevitabile. Così si può anche parlare del gioco. La Champions è il torneo delle stelle e dei fuoriclasse. L’Inter di Conte, con il 3-5-2, ha abolito il dribbling. Politano non entra nei primi undici anche se mancano Barella, Sensi e Sanchez. L’Inter gioca e prova a sfruttare inesorabilmente il solito tema tattico preferito: palla lunga per Lukaku e Lautaro, non a caso protagonisti e firmatari, quasi esclusivi, degli ultimi risultati. Squadra solida, muscolare, a volte piatta e senza inventiva. Avrebbe meritato nel complesso di passare il turno, ma è arrivata “esaurita” all’ultimo atto, quello decisivo".

Sezione: Rassegna / Data: Gio 12 dicembre 2019 alle 10:01 / Fonte: Corriere dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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