Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Mattia Caldara ha parlato anche della speranza di tornare presto in campo.

L’immagine felice di quando si rigiocherà che immagina più spesso?
"Potersi abbracciare dopo un gol, senza pensare che può essere pericoloso".

Pronto per tornare ad allenarsi?
"Sarò banale: la prima cosa è la salute, pensare a chi sta dando la vita per salvare delle vite e ai rischi di contagio, per noi e per chi ci sta vicino. Senza pericoli, sono il primo ad aver voglia di fare il lavoro che mi piace. E che mi manca".

Oggi pensa finalmente che campionato e Champions riprenderanno davvero?
"La curva del contagio sembra in calo: sarà quando sarà, ma credo che si debba finire e si potrà finire. Anche le coppe, magari con degli spareggi o partita secche, se necessario".

A costo di vostre rinunce? Vacanze, ingaggi?
"Giochiamo anche tutta l’estate: no problem, anzi. Quanto agli ingaggi, è un momento difficile: ognuno deve fare la sua parte".

E se il campionato non dovesse finire?
"Niente playoff e playout: se non si riprende, è giusto considerare la classifica alla 25a; se si riprende, si giocano le partite che mancano. E con 13 partite in meno di due mesi qualche valore può variare. Dipenderà tanto dalla preparazione fisica e da come ci si adatterà a giocare tanto e così spesso".

Sezione: Rassegna / Data: Ven 10 aprile 2020 alle 11:00 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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