HANDANOVIC 5,5 - Due tiri, due gol. Probabilmente non riceverà alcun regalo da Santa Claus per gli improperi rivolti ai compagni di reparto. Ma per fortuna non costano la sconfitta.
D'AMBROSIO 5,5 - Tende ad accentrarsi troppo in difesa e a lasciare libero l'esterno sulla sua zona. In attacco produce qualche spunto interessante, ma sembra tutto frutto del caso. Azzecca pochi cross e sembra in debito d'ossigeno. Bravo a fare confusione in area sul gol di Palacio (DAL 91' CAMPAGNARO SV).
RANOCCHIA 4,5 – Felipe Anderson lo mette in cattiva luce in entrambi i gol, sul secondo ha persino la colpa di farsi anticipare di testa, suo pezzo forte, da Lulic, dando il là al contropiede letale chiuso dal brasiliano. Gli tocca persino impostare e dà l'idea di poter perdere il pallone in qualsiasi momento.
JUAN 6 - Approfitta di un'organizzazione difensiva da parchetto per esaltare le proprie doti fisiche. In pratica, si lancia su ogni pallone vagante come se dovesse riconquistarli tutti lui e a tratti sembra avere il dono dell'obiquità. Peccato che quando serva ordine non è al brasiliano che ci si possa rivolgere, anche se sbroglia parecchie situazioni intricate.
DODO' 4,5 - Serata da incubo che neanche l'impegno può mascherare. In coppia con Nagatomo difende come se fosse alle prime armi, quando sale poi si nasconde o crossa fuori misura. Sostituendolo prima dell'intervallo Mancini ammette le proprie responsabilità (DAL 45' MEDEL 6 - Il suo ingresso (tardivo) restituisce equilibrio alla squadra. Non è un caso che la ripresa sia di un altro livello e si rischi meno dietro).
GUARIN 4,5 - Una ne pensa e cento ne fa (sbagliate). Oggi sembra davvero una causa persa, nessuno mette in discussione il suo impegno ma davvero questa Inter non può permettersi il lusso di aspettarlo in eterno a uno stipendio così alto. I fischi del Meazza sono il giudice più equo (DAL 76' BONAZZOLI 6 – Impatto di grande personalità per il ragazzo, che ha il merito di mettere dentro un pallone delicatissimo per il pareggio nerazzurro).
KUZMANOVIC 6,5 - Difensore aggiunto, come al solito è il più lucido dei suoi perché fa le cose semplici, il sale di questo gioco. Tra queste, tirare in porta quando serve, costringendo Marchetti all'intervento della sua serata. Utilissimo nelle fasi concitate di un finale emozionante.
KOVACIC 7 – Qualche eccesso di confidenza in zone del campo da allarme rosso, ma come sempre se non fosse lui ad alzare la testa l'Inter non avrebbe neanche una fase offensiva. Dribbla tutti e chiede supporto ai compagni, poi segna un gol da magia del Natale e sfiora il 3-2 di testa. Luce nel buio.
PALACIO 6,5 - Sembra il solito incompiuto, tanta corsa e pochi spunti degni del Trenza. Poi nel momento più delicato si veste da centravanti d'area e sbatte in rete un pallone vagante, di quelli che fanno tutta la differenza di questo mondo. Bentornato (al gol).
NAGATOMO 5,5 – Con Dodò c'è la stessa intesa di Dustin Hoffman e Meryl Streep in 'Kramer contro Kramer'. Rispetto al brasiliano, però, fa più attenzione dietro (poca, a dir la verità) e spreca meno possessi davanti, dove nella ripresa spinge meglio anche se crossa male.
ICARDI 5 - Qualcuno gli spieghi che può anche tagliare sul primo palo, anche perché la misura dei cross dei compagni raramente arriva al secondo. Prestazione sotto tono, non lavora bene per la squadra e gli manca il guizzo che da lui è doveroso attendersi.
ALL. MANCINI 5,5 - La domanda sorge spontanea: vinci a Verona, non benissimo ma in modo decente ed è tua intenzione trovare continuità. Allora perché stravolgere tatticamente la squadra per di più in una partita così delicata? Viene tradito da molti suoi giocatori, però non li aiuta con certe decisioni. Dodò è il suo errore più grande: prima lo arretra, poi lo leva dal campo a un minuto dall'intervallo. La rimonta del secondo tempo, più emotiva che tecnico-tattica (decisiva comunque la correzione Medel), serve soprattutto per il morale.
LAZIO: Marchetti 6,5, Basta 6, Cana 6,5, De Vrij 7, Radu 6, Parolo 6, Ledesma 6,5, Lulic 6 (dal 64' Onazi 5,5), Mauri 5,5, Felipe Andreson 7,5, Klose 6 (dal 56' Djordjevic 5,5). All. Pioli 6
ARBITRO: TAGLIAVENTO 6 – Il Meazza non è mai tenero con lui, per sua fortuna stavolta si macchia solo di qualche mancato giallo ai biancocelesti, che comunque sanziona spesso. Rischia la sciocchezza quando pensa di ammonire D'Ambrosio per un fallo che neanche c'è.
ASSISTENTI: Passeri 5,5 – Barbirati 6
ASSISTENTI DI PORTA: Guida 6 – Maresca 6
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