Dopo aver eliminato il Betis negli ottavi di finale l'Inter U20 prosegue il suo percorso nella UEFA Youth League 2025/26, affrontando domani la sfida valida per i quarti. In gara secca. Lo scorso anno la squadra di Andrea Zanchetta si fermò proprio ai quarti contro un durissimo Trabzonspor, battuto poi in finale dal Barcellona. Quel pomeriggio i nerazzurrini si arresero sotto i colpi della squadra turca trascinata in campo dalla bellezza di 40.368 tifosi presenti sugli spalti. Un numero che fece specie e che proprio la squadra dí Carbone ora non temerebbe più. Almeno non dopo la vittoria ottenuta lo scorso 4 febbraio a Colonia, dove i nerazzurri hanno battuto i padroni di casa, gelando i 41.000 sostenitori tedeschi sugli spalti. il fattore campo non è più un problema, specie perché stavolta i quarti, l’Inter li giocherà al KONAMI Centre e il problema sarà un altro: il Benfica. 

Nel secondo quarto di Youth League di fila, terzo in assoluto nella propria storia, l’Inter troverà di fronte la squadra di Vitor Vinha, reduce da cinque vittorie nella competizione e, rispetto ai milanesi, veterani del Torneo: i portoghesi arrivano a questo punto della competizione per la sesta volta e sperano di eguagliare il primato del Barcellona raggiungendo la quinta semifinale della storia. Con 35 reti all’attivo, i lusitani sono ad un solo gol dall'eguagliare il record del Chelsea (raggiunto nel 2014/15) in una stagione di Youth League. Trentacinque reti all’attivo e 11 gol subiti, una media di 4.4 di gol a partita e 18 assist serviti, 184 tiri totali di cui 80 nello specchio della porta. 8 pali centrati, 64 tiri finiti sul fondo e 40 quelli respinti. 

Insomma numeri che rappresentano per la squadra di Benny Carbone un ostacolo non indifferente, rendendo l’accesso ad una semifinale che significherebbe aggiornare le pagine di storia della Beneamata: Per l'Inter sarebbe infatti la prima partecipazione alla Final Four nella storia della competizione. E farlo quest’anno sarà ancora più complicato tenendo conto della portata dell’avversario. Squadra con "cinque o sei individualità di livello superiore, pronte a stare con i grandi", ha detto Carbone alla Gazzetta dello Sport alla vigilia del match. "Ma anche il Betis era di questo livello, eppure ce la siamo giocata a viso aperto e siamo andati avanti. Godiamocela, non c’è niente di più bello che confrontarsi con culture diverse" ha poi aggiunto subito dopo aver risposto con sincerità “se mi aspettavo questo boom dell’Inter Primavera? Sì, perché ci chiamiamo Inter” e chissà che anche domani, questa Inter, non riservi al suo mister ancora un’altra piccola grande opportunità tutta da vivere. 

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 17 marzo 2026 alle 21:55
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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