AUDERO 5,5 - Neanche nei suoi incubi peggiori avrebbe immaginato un esordio del genere in Champions League. Rimedia tre gol dopo poco più di mezz'ora e tutti da Joao Mario, che non è certo Lewandowski. E solo sul secondo ci sarebbe stato poco da fare dal suo punto di vista. Bravo ad alzare sopra la traversa sul sinistro velenoso di Di Maria.
BISSECK 5,5 - Non c'è alcuna intenzione di gettargli la croce addosso, ma nei primi due gol del Benfica mette lo zampino: nel primo perde di vista Tengstedt in modo inspiegabile, nel secondo va troppo molle sul pallone vagante. Persino il terzo lo vede spettatore ininfluente. In generale appare impacciato anche quando è in possesso di palla, si riscatta nella ripresa con l'assist ad Arnautovic, un grande recupero sullo stesso Tengstedt e con una bella reazione mentale.
DE VRIJ 6 - Tiene involontariamente in gioco Tengstedt in occasione della prima rete, fidandosi troppo di Bisseck. Per gran parte del primo tempo è in difficoltà come non lo si vede mai: quando il Benfica con il palleggio arriva in area non trova le distanze con i compagni, che comunque lo coinvolgono quando decidono di non forzare il palleggio. Dopo l'intervallo l'Inter cambia volto e lui ne trae beneficio. DAL 76' DIMARCO 6 - Torna a fare il braccetto sinistro e in un modo o nell'altro fa il suo dovere. Con l'uomo in più sale con continuità e crossa.
ACERBI 6 - Ha l'aria di uno che si sarebbe risparmiato volentieri questa partita, sia per riposare sia perché da braccetto sinistro non trascorre sempre momenti piacevoli. Prova a ravvivare i compagni portando avanti il pallone, lanciandosi stoicamente in attacco o cambiando gioco, anche se neanche lui è esente da imperfezioni. Perfetto il cross che trova pronto Frattesi in area.
DARMIAN 5,5 - Come a Salisburgo, gli tocca tenere i contatti della corsia di destra con Bisseck e Frattesi che non sempre parlano la stessa lingua. A volte sale troppo ed è fuori posizione, lasciando il tedesco al proprio destino. In compenso cerca di produrre iniziative però la maggior parte si interrompono sul nascere e persino in fase difensiva mostra lacune. Piuttosto nervoso, perché perdere così non gli va proprio giù. DAL 68' CUADRADO 5,5 - Primo pallone giocato, lo perde e si fa ammonire. Non l'impatto che ci si aspettava. Forza i dribbling e non gliene riescono molti.
FRATTESI 6,5 - In barba a chi ne aveva messo in dubbio la crescita in nerazzurro, persino nel grigiore generale di un primo tempo inguardabile prova a fare la differenza. Un fischio erroneo che lo ferma sul più bello e un assist che Arnautovic non sfrutta sono il meglio offerto mentre la squadra barcolla tremendamente, poi nella ripresa firma una rete di pregevole fattura riaprendo ulteriormente un match già chiuso. Volenteroso anche se ancora non addentrato ai meccanismi della squadra, si fa rispettare e corre tantissimo.
ASLLANI 5 - L'errore che porta al raddoppio del Benfica è scellerato, esattamente quello che un play non può assolutamente permettersi in alcuna circostanza. Fa enorme fatica a offrire linee di passaggio ai compagni, avvolto da maglie rosse che si intromettono costantemente e gli tocca abbassarsi molto per ricevere. Chiede ai compagni di fare più movimento, ma anche lui va spesso fuori tempo.
KLAASSEN 5 - Ha una carriera internazionale per cui non deve dimostrare niente a nessunoi, però a voler essere pignoli poteva anche rimanere a casa visto l'apporto fornito alla squadra. In pratica i compagni lo usano come un muretto che restituisce loro il pallone con precisione ma non va oltre il compitino. Ectoplasmico, quando non dannoso. DAL 68' BARELLA 6 - Subito nel vivo del gioco, non complicato sostituendo Klaassen. Porta a casa l'espulsione di Antonio Silva rischiando la caviglia e colpisce un palo con un bel sinistro al volo.
CARLOS AUGUSTO 5,5 - In difficoltà come finora non lo si era mai visto, fatica a contenere le salite di Aursnes e le iniziative di Di Maria e assiste senza colpo ferire ai tre gol del primo tempo che nascono proprio dalla sua corsia. Con Acerbi la comunicazione è disturbata e ha sulla coscienza l'occasione sprecata che avrebbe ipoteticamente riaperto i giochi. Più coinvolto nel secondo tempo, quando prova a mettere anche palloni in area.
SANCHEZ 6 - Inizia con la solita verve che si traduce in qualche pallone perso di troppo, sotto aggressione avversaria fa sempre la stessa cosa: trattiene oltre modo il pallone per provare a smistarlo. Poi trascorre diversi minuti in cui letteralmente sparisce dal campo. Come molti altri compagni meglio nella ripresa, soprattutto dal punto di vista caratteriale. Glaciale dal dischetto, e conoscendolo era tutt'altro che scontato. DAL 79' MARTINEZ SV.
ARNAUTOVIC 6 - Perde i contrasti e fatica a tenere un pallone, per gran parte della partita è l'ombra dell'attaccante che l'Inter aveva pensato di portare a Milano la scorsa estate. Sbaglia nel primo tempo un gol davanti al portiere ben lanciato da Frattesi, poi si riscatta nella ripresa con un comodo tocco di sinistro da pochi passi e con la spallata che avvia l'azione del 3-2. DAL 68' THURAM 6,5 - Primo pallone toccato, rigore procurato alla sua maniera. Quando ha il pallone tra i piedi è impossibile sradicarglielo.
ALL. INZAGHI 6,5 - Un giorno forse qualcuno vuoterà il sacco e dirà cosa è realmente successo nello spogliatoio dell'Inter alla fine del primo tempo. Perché in tutta franchezza è inspiegabile il modo in cui la squadra sia tornata in campo dopo 45 minuti ai limiti del buongusto. Certo, i cambi sul lungo hanno fatto la differenza, però quella che ha rimontato il Benfica sfiorando una meritata vittoria è letteralmente un'altra squadra. Riesce a trasformare una serata da incubo in una quasi leggendaria.
BENFICA: Trubin 5,5, Aursnes 6, Antonio Silva 5, Otamendi 6, Morato 6, Joao Neves 6,5, Florentino 6,5 (dal 79' Kockcu sv), Di Maria 5,5 (dall'89' Araujo sv), Rafa Silva 6 (dal 99' Gouveia sv), Joao Mario 8 (dal 99' Chiquinho sv), Tengstedt 6 (dal 79' Musa sv). All. Schmidt 5,5
ARBITRO: TREIMANIS 6 - L'andamento della partita non gli procura troppi patemi, non è spigolosa e le squadre preferiscono il palleggio piuttosto che i contrasti. Eppure lascia parecchi dubbi il fischio con cui ferma Frattesi lanciato verso la porta avversaria. Molto più sicuro nell'assegnare il rigore. Non ci fosse il VAR il suo assistente Gudermanis gli rovinerebbe la serata e Antonio Silva finirebbe la partita con i compagni.
ASSISTENTI: Spasennikovs 6 - Gudermanis 4,5
VAR: Bebek 6,5
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