SOMMER 7 - Chissà quante cose gli saranno passate per la testa negli interminabili secondi in cui Godts gli corre velocemente incontro, dopo gli ultimi giorni di crocefissione in pubblica piazza. Puntuale come un orologio, svizzero ovviamente, aspetta il momento giusto per intervenire e nega all'Ajax una rete che avrebbe cambiato il corso della gara, un minuto prima che Thuram la sblocchi. Questa vittoria porta la sua firma e quella di chi l'ha difeso non solo a parole.
AKANJI 6,5 - Si prende qualche licenza di troppo, perde persino un pallone in una zona in cui persino la segnaletica lo vieta. Prende al volo i consigli di Chivu, in barba al guardiolismo a lui discretamente noto, e appena perde di vista sbocchi allontana il pallone alla meno peggio e con tante scuse allo stile. Cura con dovizia di particolari la fase difensiva, permettendo a Dumfries le sue amate sgroppate.
DE VRIJ 7 - Scala i 197 centimetri di Weghorst come fosse un alpinista esperto. Non gli permette mai di girarsi e gli toglie il respiro appena i compagni provano ad appoggiarsi al loro totem. Non solo, rinfrancato dall'aria di casa e dalla rivalità d'altri tempi con l'Ajax, va a comandare anche in zone che non gli competerebbero, rimediando a buchi difensivi potenzialmente letali.
BASTONI 6,5 - Un po' troppo nervoso in avvio, non gradisce un paio di decisioni arbitrali che ne penalizzano l'agonismo in marcatura. Edvardsen e in appoggio Gaaei sono giocatori molto offensivi e non è facile contenerne l'esuberanza, ma al contempo concedono qualche metro e lo invitano a salire con il pallone per mettere a fuoco meglio le posizioni dei compagni. Quando i lancieri provano ad aumentare la pressione, lui non perde mai la bussola.
DUMFRIES 6,5 - Wijndal e Godts lo puntano con costanza, lui però si sente al sicuro coperto alle spalle da Akanji e abbozza più di un'uscita in pressing sul portatore di palla avversario. Sin dall'inizio è chiaro che dovrà gonfiare il petto e mostrare i muscoli per farsi rispettare da connazionali che ne conoscono vita, morte e miracoli. Più sciabola che fioretto nella sua prestazione, ma quando sgasa fa paura.
BARELLA 6,5 - Anche all'Amsterdam Arena prevale la sua indole da prestigiatore, il palcoscenico lo invoglia ulteriormente a cercare giocate che sprizzino qualitàanche a discapito del pragmatismo tanto caro al suo allenatore. Ma i lussi che si concede arrivano sempre accompagnati da un moto perpetuo che fa bene ai suoi compagni in entrambe le fasi. Un pizzico in più di lucidità e avrebbe inciso anche sul tabellino, l'atteggiamento è sempre quello del leader. DAL 79' ZIELINSKI SV.
CALHANOGLU 7 - Rispetto alla prestazione offensivamente straripante di sabato scorso rimane più sulle sue per garantire equilibrio contro avvesari di gamba e tecnica che altro non chiedono che tuffarsi negli spazi. Il turco sale con coscienza, assecondando la manovra e posizionandosi in copertura in attesa del pallone da calciare o da smistare. Itakura con una gamba maligna gli nega in avvio di ripresa il terzo gol in quattro giorni. Poco male, si consola andando a trovare due volte la testa di Thuram con il mirino. DALL'86' SUCIC SV.
MKHITARYAN 6 - Già a Torino non aveva mostrato segnali incoraggianti, pur avendo concluso in crescendo ma non abbastanza per portare a casa una sufficenza. Per questo la decisione di Chivu di riproporlo dall'inizio, dopo in 90 e passa minuti dell'Allianz Stadium, ha sorpreso. E l'armeno ha ribadito di non essere proprio tirato a lucido, con qualche imbarazzo soprattutto nelle scalate ed errori tecnici non da lui, uno dei quali manda a casa Sommer un Godts solo soletto. Si riscatta con una fase di copertura preziosa, ma i suoi standard sono lontani. DAL 69' FRATTESI 6 - Rieccolo, dopo tanta attesa. Aggiunge freschezza al centrocampo che è in controllo della gara, raddoppia sul portatore di palla e sfiora persino la rete di testa da corner. Bentornato.
DIMARCO 6,5 - Scende in campo con l'approccio da Champions, bello tosto e con la garra giusta. Qualche imprecisione tecnica ma anche tanta caparbietà nel contendere i palloni vaganti e nel proporsi con continuità davanti, anzhe in zona tiro. Apprezzabile soprattutto per il senso del posizionamento che permette a Bastoni di non essere mai solo. DAL 79' CARLOS AUGUSTO SV.
THURAM 7,5 - Se gioca così può ridere, piangere o lasciarsi andare a qualsivoglia stato emotivo. Imprendibile per i centrali olandesi, quando riesce a mettere il pallone a terra sono dolori. Si cerca spesso con Esposito e mixa qualità e forza muscolare. Si guadagna anche un rigore che per chissà quale motivo, assente nel protocollo VAR, Oliver cancella. Non pago, eccolo svettare sull'amico Klaassen sul corner di Calhanoglu per la rete che sblocca la partita, replicando a inizio ripresa. Dominante. DALL'86' BONNY SV.
ESPOSITO 7 - Battesimo europeo senza gol, ma con una prestazione che sintetizza tutte le sue qualità. Combatte su ogni pallone come un gladiatore, ne protegge un'infinità spalle alla porta destinandoli con sapienza ai compagni più liberi, è anche generoso quando rinuncia a guardare la porta per servire l'assist. E svolge un talovo tatticamente egregio per tutta la gara, senza abbassare mai il livello del suo gioco. Bravissimo.
ALL. CHIVU 7 - Una boccata d'ossigeno dopo la maledetta trasferta di Torino che nonostante la sconfitta non gli ha tolto certezze, al punto da proporre a sorpresa praticamente la stessa formazione, dando fiducia a Esposito al posto di un Lautaro non al meglio. Ma soprattutto confermando con i fatti la volontà di proteggere Sommer, che con un intervento decisivo sullo 0-0 gli toglie parecchie castagne dal fuoco prima che si brucino. E, chissà, cambia la stagione dell'Inter. Che ad Amsterdam gioca con personalità, colpendo al momento giusto e concedendo poche opportunità ai padroni di casa. Esattamente come si fa in Europa.
AJAX: Jaros 5,5, Gaaei 6, Itakura 5,5 (dall'84' Sutalo sv), Baas 6, Wijndal 6, Regeer 5,5 (dal 76' Glokh sv), Klaassen 5, Taylor 6 (dal 63' McConnell sv), Edvardsen 5,5, Weghorst 5,5 (dal 63' Dolberg 6), Godts 6 (dal 76' Raul Moro sv). All. Heitinga 5,5
ARBITRO: OLIVER 5 - Il cartellino giallo a Thuram è eccessivamente punitivo, lo è ancora di più togliergli il rigore per una leggera trattenuta che non rientra mai nella casistica del chiaro errore prevista dal VAR. Sarà inglese, ma la sua direzione non lo è affatto perché fischia davvero troppo e non sempre con cognizione di causa. La ripresa fila liscia senza troppi intoppi.
ASSISTENTI: Burt 6 - Mainwaring 6
VAR: Gillet 5
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