A margine di Juve-Genoa, Luciano Spalletti, incalzato da Sky Sport, ha raccontato come ha reagito alla mancata qualificazione della Nazionale italiana al Mondiale: "Io veramente non ne sarei uscito, a seconda di come sei fatto quando te le schiodi di dosso? È impossibile. Io l’ho subita tanto, in una maniera forte, mi ha creato una non reazione, non ce la facevo a parlare di calcio, mi sono quasi nascosto dal dispiacere", ha raccontato l'ex ct azzurro. Prima di entrare nello specifico della gara con la Bosnia: "Poi se Kean segna il 2-0, di cosa si va a parlare? Si parla di grande Italia. In questi sbalzi di opinione bisognerebbe avere un po’ più di equilibrio. Quando sei lì un po’ la subisci e succede, è la pesantezza della situazione. Avevamo fatto bene, le avevamo vinte tutte tranne la Norvegia, ma è una situazione pesantissima", ha detto Spalletti. 

Il discorso, poi, si sposta sul campionato italiano che, con alcuni aggiustamenti a livello regolamentare, potrebbe aiutare la Nazionale, secondo Spalletti: "Oggi (ieri, ndr), in Udinese-Como, su 33 calciatori in campo ce n’erano solo 2 italiani. Questo fatto è fondamentale perché bisogna tentare di tutelare i nostri talenti. Non voglio fare quello che dà consigli, ma se non ce la facciamo da soli ad avere l’affetto per i nostri giocatori. Se non ci si fa a tutelarli… La seconda squadra va bene, bisogna abbassare l'età del campionato Primavera. Faccio un esempio: ma se si facesse giocare un Under 19 in Serie A in ogni squadra? Noi, come Juventus, siamo costretti ad averne quattro a disposizione per farne giocare uno. Poi che faccio? Vado a informarmi e a vedere quelli di qualche anno prima perché me ne servono altri 3-4. Chi diventa buono? Magari nessuno della Juventus, ma ne esce uno dalla Cremonese". 

Sezione: News / Data: Mar 07 aprile 2026 alle 13:10
Autore: Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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