Il fatturato aggregato del calcio italiano nel 2018/2019 ha raggiunto i 3,8 miliardi di euro, in crescita dell’8,5% grazie all’incremento dei ricavi commerciali (+19,7%) e dei diritti media (+11,8%), mentre le plusvalenze diminuiscono del 3,1%, segno di una maggiore capacità da parte dei club di valorizzare la gestione caratteristica. Questi sono i dati contenuti nel ReportCalcio della Figc presentato ieri: l’incremento ancora superiore del costo del lavoro e degli ammortamenti/svalutazioni ha comportato un ulteriore peggioramento del livello di perdita, passata dai 215 milioni del 2017/2018 ai 395 del 2018/2019. Cresce anche l’indebitamento, che raggiunge i 4,7 miliardi di euro, mentre si rafforza il Patrimonio Netto, la cui crescita negli ultimi anni è stata significativamente superiore a quella dell’indebitamento: l’equity è passato dai 37 milioni del 2014/2015 ai 623 del 2018/2019.

Dato record quello della contribuzione fiscale e previdenziale aggregata del calcio professionistico, che ha raggiunto nel 2017 gli 1,3 miliardi di euro (+7,4% rispetto al 2016 e +47% rispetto al 2006). La crescita della contribuzione fiscale del calcio ha prodotto nuove preziosissime risorse a beneficio dell’intero Sistema Sportivo italiano (+60 milioni di euro nel 2019 e +95 milioni nel 2020 distribuiti da Sport e Salute). Per ogni euro ‘investito’ dal Governo nel calcio, il Sistema Paese ha ottenuto un ritorno in termini fiscali e previdenziali pari a 16,1 euro. Il calcio professionistico incide inoltre da solo per il 71,5% del contributo fiscale totale del comparto sportivo italiano.

Sezione: News / Data: Gio 06 agosto 2020 alle 16:18 / Fonte: Calcioefinanza.it
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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