C'è anche Beppe Bergomi ai funerali di Sandro Mazzola nella basilica di Sant'Ambrogio a Milano. Lo Zio, prima di entrare in chiesa, offre il suo personale contributo al ricordo di un grande campione: Sandro Mazzola deve essere ricordato perché era una persona che non divideva, univa. Dobbiamo portare rispetto per i valori che ci ha insegnato, che mi ha insegnato. Tutte queste persone che sono qui, tante di loro sono diventati interisti per Sandro Mazzola, come molti sono diventati milanisti per Rivera. Perché nell'immaginario il tifoso si identifica in un campione e Sandro è stato un campione vero. Io ho dei ricordi belli, è stato quello che quando avevo 16 anni spingeva con Bersellini per il mio esordio, lui diceva al Berse che ero pronto anche se il mister voleva aspettare. Ho esordito a 17 anni. Ho fatto i primi contratti con lui quando era dirigente, a fine carriera mi aveva trovato una squadra ma io ho fatto una scelta diversa. Nel recente passato andavo a trovarlo, già era nella malattia. Mi ripeteva sempre le stesse cose ma era giusto stargli vicino. Quello che mi piace è il messaggio che lascia, inclusione e sport come educazione e valori".

Ma tu hai imparato da Mazzola a non essere divisivo?
"No, io lo sono. Chi fa comunicazione non deve accontentare tutti, me ne rendo conto. Non possiamo avere tutti la stessa opinione. Sandro, nel lavoro che ha fatto, ha commentato la Nazionale, eravamo fianco a fianco nel 2006. Era una persona unica. A me piace il calcio del passato, era una bellezza, c'era una rivalità giusta e sana. Oggi pesa più la negatività della positività, dovremmo essere tutti più positivi".

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Sezione: News / Data: Lun 21 settembre 2026 alle 14:35
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
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Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.