In questo Mondiali si è parlato tanto, di tantissime cose, una tra queste sono sicuramente le telecronache di Lele Adani sull'Argentina, l'ex difensore in RAI è stato poi intervistato al Corriere della Sera, dove quest'utlimo ha replicato cosi, soprattutto sulla questione di Lionel Messi:

"Messi è un genio, come può pensare che stasera, potrebbe fare un pò meno?  Io vado dietro a Messi, ad Haaland, a Mbappé, a Lamine Yamal, stiamo parlando di fenomeni del calcio moderno che fanno emozionare e parlare i sentimenti. Per quanto riguarda Messi, cosa c'è da dire... Qui siamo di fronte probabilmente al più grande genio del XXI secolo e secondo me contro l’Inghilterra ha fatto la giocata più importante della sua storia con la Nazionale: non ho esagerato, anzi non sono arrivato dove Leo avrebbe meritato arrivassi. I miei urli, sono parte di me, è una mia caratteristica, posso anche credere che è invasivo, come credo che sia giusto che non piaccia a tutti. Però come si fa a non farsi trasportare da tutto questo? Penso sia impossibile raccontarlo in modo".

Le dichiarazioni di Lele Adani sul suo lavoro 

Adani poi oltre a parlare e dire la sua sul capitolo dell'Argentina e del suo idolo Lionel Messi, ha voluto spendere anche un parere sul suo ruolo lavorativo:

"Quando metto le cuffie allo stadio e prendo il microfono, so chi l’ha portato prima di me. Ma proprio per questo la profondità del racconto e dell’analisi deve essere totale. Anticipare di un anno l’esplosione della Norvegia, capace di far fuori il Brasile palleggiandogli in faccia, non è forse un servizio pubblico completo? Ma fa comodo parlare solo del resto".

Lo stesso commentare, poi successivamente ha parlato anche degli italiani ma sopratutto anche della Spagna di De La Fuente, avversaria dell'Argentina in finale oggi al Mondiale: 

"Per quanto riguarda in Italia sono convinto che tanti ce l’hanno ancora dentro il fuoco  e molti lo rivivono grazie a questo tipo di accompagnamento. Ho migliaia di messaggi di ragazzi che mi dicono “continua così, ci fai vivere un sogno”. E intendiamoci, non penso di meritarmi tutta questa responsabilità. Se la Spagna è più forte, Impossibile dirlo, anche se Scaloni ha anche il giocatore più forte. Di sicuro si può già dire che è la finale più giusta. E questo secondo me è la cosa che conta davvero. Adani ha poi concluso: Ora in Italia si parla del ct, si è parlato del presidente federale e qui al Mondiale si è discusso di tante cose extra campo. Io dico solamente che se vuoi tornare a giocare a calcio devi andare sui campi e parlare di calcio, lasciando che i ragazzi siano travolti di nuovo da tutto ciò che fa rivivere la magia. Io la vedo così, amo il calcio, studio, mi preparo, lo vivo al massimo delle mie possibilità. E non voglio cambiare".

Sezione: News / Data: Dom 19 luglio 2026 alle 11:50
Autore: Giammarco Probo
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