In vista di Sassuolo-Inter, il Corriere dello Sport ha intervistato Giovanni Carnevali. Ecco le parole dell'a.d. neroverde.

Carnevali, come si immagina la prima partita senza Squinzi? 
"Difficile e complicata sotto ogni punto di vista. Sarà una giornata particolare, nella quale dovremo sforzarci di tenere a bada i sentimenti e di pensare solo a quello che succederà sul campo". 
 
La squadra è ancora provata? 
"È stato un colpo importante. Non dico inaspettato, ma duro. Non avere più in società il dottore è una perdita incredibile perché lui ha sempre trasmesso a tutti noi il coraggio, l’entusiasmo e la volontà di crescere e di migliorarci. I ragazzi hanno risentito di questa perdita, ma adesso dobbiamo guardare avanti perché lui avrebbe voluto così. Bisogna lavorare per ottenere un bel risultato domenica e in tutti gli incontri da qui a fine stagione". 
  
Che rapporto aveva Squinzi con lo spogliatoio? 
"Considerava i giocatori un po’ i suoi figli e quando c’era da cederne uno, per me era un problema perché non aveva piacere a veder partire i suoi ragazzi. Le trattative per cedere Defrel, Sensi e Politano gliele ho svelate quando stavamo per firmare". 
 
Sassuolo-Inter per Squinzi, milanista doc, era sempre un match “sentito”. 
"Ogni volta che batteva l’Inter metteva una targa nel suo ufficio. Lo faceva soprattutto perché durante la scalata del Sassuolo dalla C alla A parlava sempre del suo desiderio di sconfiggere l’Inter a San Siro. Traguardo raggiunto. Tante idee e tante cose che ha detto si sono realizzate. Sosteneva che con l’impegno, le motivazioni, la generosità, il sacrificio e soprattutto l’umiltà tutto è possibile. Aveva ragione". 
 
Che Inter si aspetta domenica? 
"Una squadra forte che proverà a vincere per dimenticare il ko con la Juventus". 
 
Un bel vantaggio trovarla senza Sensi, Sanchez e D’Ambrosio. 
"L’Inter ha una rosa in grado di sopperire a certe assenze. Mi preoccupano più le nostre: Chiriches è un elemento importante da “regalare”, ma resto fiducioso perché abbiamo giocatori importanti. Io comunque Sensi con la maglia nerazzurra nel nostro stadio lo avrei visto volentieri". 
 
Sensi è l’Iniesta italiano? 
"Rispondo raccontandovi un retroscena: quando sono stato a Barcellona per la trattativa Marlon, uno dei dirigenti del Barcellona mi ha chiesto informazioni proprio su Sensi. Lo conoscevano e lo seguivano anche loro, ma l’Inter è stata più rapida. Abbiamo chiuso l’affare di venerdì, al termine di una riunione lampo nella sede nerazzurra alla quale ha partecipato anche Conte. Il lunedì successivo avrei avuto un appuntamento importante con un club straniero. Brava l’Inter a puntare sul ragazzo con più determinazione rispetto agli altri". 
 
Che effetto le fa vedere in nerazzurro Politano e Sensi, due dei vostri ragazzi? 
"È una soddisfazione aver dato loro l’opportunità di arrivare in una grande. Dietro a tutto questo c’è il lavoro dell’intera società". 
 
Sassuolo-Inter sarà anche la sfida tra lei e Marotta. 
"Beppe è un amico vero. Il nostro rapporto è iniziato oltre 30 anni fa, dopo anche avevo finito di giocare nella Solbiatese. Mi ha voluto con lui al Monza e poi al Ravenna e al Como. Mi ha dato la possibilità di iniziare a lavorare nel calcio ed è stato il mio maestro. Con gli anni il nostro rapporto è diventato ancora più stretto e sono stato pure il suo testimone di nozze". 
 
Conte è il miglior allenatore italiano? 
"Dico di sì e allargo il concetto a tutti i tecnici che sono attualmente in Serie A". 
 
Chi vincerà lo scudetto? 
"La Juve perché è la più forte. In campo e anche dietro la scrivania. Rispetto al passato, però, il gap con l’Inter si è ridotto". 

Sezione: L'avversario / Data: Gio 17 ottobre 2019 alle 09:45 / Fonte: Corriere dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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