L’inizio di stagione di Aleksandar Stankovic è decisamente in salita. Appena 15 minuti giocati nelle prime sei partite con l'Inter, un minutaggio che lo rende il calciatore meno utilizzato da Chivu, persino alle spalle di Mkhitaryan. Un dato che racconta meglio di qualsiasi parola questa prima parte di stagione.

Dopo la convincente esperienza al Club Bruges, ci si aspettava un qualcosa di diverso. L’Inter ha deciso di puntare nuovamente su di lui, esercitando il diritto di recompra e investendo una cifra importante per riportarlo a Milano. Una scelta che lasciava immaginare un progetto preciso, fatto di crescita graduale, fiducia e spazio all’interno delle rotazioni. Per il momento, però, le aspettative non hanno trovato riscontro sul campo. Va detto che siamo solo ad ottobre e non va interpretata la situazione come una "tragedia".

C’è un aspetto che potrebbe fare la differenza: il rapporto con Chivu. L’allenatore conosce Stankovic da quando era poco più di un bambino e ne ha seguito la crescita, dentro e fuori dal terreno di gioco. Un legame che potrebbe rappresentare una risorsa importante in questa fase delicata. La conoscenza reciproca e la fiducia costruita negli anni potrebbero aiutare il centrocampista a trovare il proprio spazio, anche se saranno le scelte tecniche a stabilire quale ruolo avrà davvero nel progetto nerazzurro.

Nel frattempo, neppure la parentesi con la Nazionale serba ha regalato soddisfazioni. Due panchine consecutive e nessun minuto disputato: un'altra occasione mancata per mettere minuti nelle gambe e ritrovare fiducia. Per un giovane che aspira a ritagliarsi un ruolo importante, accumulare esclusioni tra club e nazionale può diventare complicato anche sul piano mentale. La risposta, adesso, dovrà arrivare attraverso il lavoro quotidiano e la capacità di farsi trovare pronto.

Il calendario dell’Inter, però, potrebbe offrire presto nuove opportunità. Tra la sfida contro il Parma, il confronto europeo con il suo ex Club Bruges e l’impegno contro il Bologna, gli impegni ravvicinati potrebbero spingere Chivu a ricorrere maggiormente alle rotazioni. Per Stankovic potrebbe essere il momento giusto per provare a cambiare le gerarchie e dimostrare di poter essere una risorsa concreta.

Resta aperta una questione fondamentale: quale posizione occupa realmente nelle gerarchie del centrocampo? È considerato il vice Calhanoglu designato oppure, almeno per il momento, parte dietro anche a Zielinski e Sucic? Una risposta è necessaria per comprendere le prospettive del giocatore e il percorso che l'Inter intende costruire per lui.

Perché Stankovic non è un acquisto qualunque. È un figlio nerazzurro, cresciuto respirando l'interismo e legato alla maglia anche per una storia familiare che lo avvicina da sempre al mondo interista. In estate ha voluto fortemente rimanere a Milano, scegliendo di giocarsi le proprie possibilità invece di proseguire altrove il percorso di crescita.

Ma il legame con i colori nerazzurri, da solo, non può bastare. Il calcio richiede occasioni, continuità e prospettive concrete. Se la situazione dovesse rimanere invariata fino a gennaio, l'ipotesi di una nuova partenza potrebbe diventare una possibilità da valutare, magari per trovare altrove quei minuti che oggi gli mancano. I tifosi dell'Inter lo aspettano. Non soltanto per il cognome che porta, ma per ciò che ha dimostrato di poter diventare. Ora, però, serve un segnale: da Stankovic, chiamato a farsi trovare pronto, e da Chivu, che dovrà decidere se e quando affidargli maggiore spazio. Il talento ha bisogno di tempo, ma anche di opportunità. E per Stankovic il momento di trasformare le attese in campo è già arrivato.

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 02 ottobre 2026 alle 16:10
Raffaele Caruso / Twitter: @raffaelecaru
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Raffaele Caruso
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Giornalista pubblicista e social media. L'Inter è la mia passione, ma anche il mio lavoro. Scrivo e mi occupo dei social, dal lunedì al venerdì su YouTube e nel Salotto di FcInterNews.