Dalle colonne di Tuttosport, svelati "Tutti i segreti di casa Inter", come titola lo stesso giornale torinese. In realtà si parla in maniera molto ampia del nuovo stadio di proprietà della squadra nerazzurra. Lo spazio selezionato sarebbe il quartiere San Francesco, considerato dalla società come quello più idoneo ad ospitare l'impianto. Sui prati che avrebbero dovuto ospitare la sede dell'Edison, si potrebbe innalzare una cittadella nerazzurra. A partire dallo stadio di sessantamila posti, un progetto che sia a San Donato sia a Palazzo Saras si immaginano all'avanguardia dei migliori stadi europei. Si tratta di un progetto ambizioso dal basso impatto ambientale, un tema molto caro alla famiglia Moratti. Che non per niente ha scelto un posto facilmente raggiungibile sia con l'auto, sia con i mezzi pubblici, seppur fuori Milano.

Il posto prende il nome da un'antica cascina costruita in epoca medievale dai monaci dell'abbazia di Chiaravalle. Per arrivarci, si lascia la strada all'inizio della strada sterrata che conduce ai ruderi e proseguire a piedi. La costruzione fino a una ventina d'anni fa era in perfette condizioni. L'amministrazione di San Donato, pone il recupero della Cascina San Francesco tra le condizioni necessarie per una cessione della zona all'Inter. "Il progetto dell’Inter dovrà essere di alto livello, non sarà solamente uno stadio, ma un progetto che prevede dei servizi per la città", le parole di Matteo Sargenti, assessore allo Sport e alle Politiche Giovanili della cittadina lombarda. "Quando il club ci ha contattato nell’estate del 2012 è stata una sorpresa per tutti, anche perché eravamo appena stati eletti. L’ultima chiacchierata informale l’abbiamo avuta a fine anno. Adesso attendiamo la decisione dell’Inter per vedere il progetto, che per ora è solamente una bozza ancora tutta da disegnare. E prima di prendere una decisione consulteremo la cittadinanza per capire se la gente è pronta all’impatto che un progetto del genere può comportare per una città di trentamila abitanti", si legge.

Il naufragio della trattativa con la China Railway ha soltanto rallentato le pratiche, ma non ha cambiato l'orientamento morattiano. Non c'è da stupirsi se là dove oggi c'è un campo rom e una cascina diroccata in mezzo a un mare di verde, nei prossimi anni possa sorgere lo stadio dell'Inter. E come ha detto lo stesso Moratti: "Lo stadio è necessario per costruire un futuro solido per questa società". Il futuro è proprio tra i prati di San Donato.

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 08 febbraio 2013 alle 09:31
Autore: Mario Garau / Twitter: @MarioGarau
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