Ieri sera al Dall’Ara si è vista un’Inter a due facce, che ha sorpreso negativamente nel primo tempo ma ha ha disputato una ripresa ricca di indicazioni positive, evidentemente non sufficienti per Benitez. Infatti il tecnico spagnolo anche a fine gara ha ribadito che spera ancora in un regalo dalla dirigenza nerazzurra, proprio nell’ultimo giorno di mercato. Il focus, a questo punto, è tutto sul centrocampo, dove a detta dello spagnolo manca quel giocatore che inizialmente doveva essere Mascherano, e che oggi non ha ancora un nome. All’intervallo la richiesta di Benitez appare legittima, perché la squadra fatica a costruire gioco e si lasciai infilare spesso dalle ripartenze avversarie. È stato così contro la Roma, a Montecarlo contro l’Atlètico Madrid e ieri sera contro i felsinei, incapaci beerò, salvo un paio di volte con Gimenez, di impegnare i due centrali nerazzurri. Ma con una avversario di grido, probabilmente, lo 0-0 non sarebbe stato il risultato finale.
Nella ripresa però si è vista un’Inter sufficientemente gagliarda da non sembrare lacunosa in mediana. La squadra è salita bene e ha costretto il Bologna sulla difensiva, complice anche la stanchezza galoppante dei felsinei. Viene da chiedersi così se davvero questa squadra, che la a scorsa stagione ha vitto tutto, abbiada bisogno di un rinforzo in mediana oppure si tratta solo di un capriccio di Benitez, che avrebbe voluto due dei suoi pupilli come ogni tecnico si aspetta dalla nuova società in cui va a lavorare. Va sottolineato, comunque, che l’Inter è ancora al 60% della condizione fisica e che ieri non disponeva di un’arma tattica fondamentale come Maicon, la cui presenza da sola costringe l’avversario sulla difensiva. Oggi dunque è l’ultimo giorno di mercato (si chiude alle 19) per cercare di cambiare qualcosa nella rosa nerazzurra. L’idea è che, per quanto ieri Branca abbia anticipato un’offerta per un grande centrocampista (Fabregas o Schweinsteiger), i tempi tecnici per mettere a seno un colpo del genere non ci siano. Nessun club si priva di una stella a poche ore dalla campanella finale della campagna acquisti.
Gli altri spifferi di radiomercato portano in auge altri due nomi per il centrocampo: Ledesma e Inler. Entrambi validi giocatori, ma siamo certi che possano contribuire al salto di qualità di questa squadra, che solo fino a maggio non aveva avversari? Entrambi, con tutto il rispetto, sono ottimi giocatori, ma non campioni di livello internazionale, che con il loro arrivo restituirebbero il sorriso ai tifosi, i cui mugugni si sentono ormai a distanza di chilometri. Ovviamente, non sono solo i fenomeni del pallone che fanno la differenza in campo. Un giocatore di buon livello, se inserito nell’ambiente e nella posizione giusta, può elevare il livello di una squadra, per quanto questo sia già alto. I due sopra citati, però, non sono facilmente raggiungibili, perché i rispettivi club, Lazio e Udinese, ormai li considerano parte della rosa 2010/2011 e non vorrebbero privarsene all’ultimo momento. Poi, va considerato che per Ledesma, il cui arrivo sembrava scontato gennaio scorso, bisogna passare da Lotito, con il quale trattare non è mai facile. Certo, ora sul contratto dell’argentino c’è una clausola di rescissione di una decina di milioni, pagando la quale Moratti potrebbe prenderlo senza problemi.
Ma davvero il presidente vorrà fare un esborso di questo tipo per un centrocampista che, probabilmente, non considera superiore agli altri già in rosa? Per quanto concerne Inler, splendido centrocampista il cui lavoro oscuro è da anni indispensabile per l’Udinese, l’operazione è resa più complicata dalla avvolta del presidente Pozzo di trattenerlo, che lo ha portato a rifiutare un’offerta recentissima di 20 milioni da parte del Wolfsburg. Certo, se lo svizzero s’impuntasse e chiedesse di andare a Milano, difficilmente i friulani si opporrebbero, maga pretenderebbero la stessa cifra rifiutata nelle ore scorse (magari con l'inserimento di contropartite tecniche). Un costo molto alto, senza dubbio, per le casse nerazzurre che mirano a guarire dal ‘profondo rosso’ nel giro di un paio d’anni. Inoltre, va aggiunto che Moratti ha più volte ribadito che l’Inter non acquisterà giocatori tanto per farlo, anche se la faraonica campagna acquisti del Milan rappresenta più di uno stimolo alla sua antica passione di portare campioni all’Inter.
I risultati non soddisfacenti e il rafforzamento delle candidate al titolo, uniti alle richieste di Benitez, potrebbero indurre il presidente ad aprire il cuore e il portafoglio, sfruttando parte del tesoretto ottenuto dalle cessioni di Balotelli e Burdisso. Ma un investimento deve essere fatto con oculatezza, non sulla spinta emotiva del momento e pressati dalla fretta dell’ultimo giorno di mercato. Altrimenti il rischio è trovarsi in casa un elemento utile solo alla crescita quantitativa del gruppo, ma non necessariamente qualitativa.
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