L'Inter vince, segna tanti gol, cambia le partite quando vuole e pur confermandosi 'pazza', come nel suo DNA, è diventata estremamente efficace. Ma non è tutto oro quello che luccica. Ad oggi la squadra nerazzurra, pur essendo a punteggio pieno in campionato e aver perso a Madrid pur dominando il gioco nella Real Casa, sta zoppicando dal punto di vista della tenuta difensiva. Troppe le reti subite in queste prime 5 partite: 7, con appena un clean sheet a Cagliari. Cristian Chivu ha sottolineato come 6 di queste siano arrivate da errori individuali su cui bisogna migliorare. Ma il dettaglio, non certo insignificante, che emerge è che nelle ultime tre partite l'Inter si sia ritrovata sotto 0-2, pur ribaltando la situazione in due circostanze con ferocia e convinzione. Posta la qualità tecnica e tattica dei calciatori, a questo punto è naturale chiedersi se il problema dei Campioni d'Italia non sia mentale. In tal senso una spiegazione ce la fornisce Nicola Bonfiglio, Mental Coach specializzato in Sport Coaching e Top Performance, che per FcInterNews.it analizza l'attualità nerazzurra:

"L'Inter in questo avvio di stagione sta replicando in modo quasi chirurgico un copione fatto di amnesie emotive iniziali che si traducono in un immediato svantaggio. Quando una squadra di campioni accusa un impatto così sistematicamente molle, la chiave di lettura non va cercata sulla lavagna o nei moduli, ma nella gestione dello stato mentale con cui si entra in campo. Molto spesso il focus non è orientato sul 'qui e ora' del fischio d'inizio, bensì su un eccesso di tensione preventiva o su una de-responsabilizzazione inconscia legata alla certezza di poter comunque raddrizzare la partita".

Spreco di energie mentali

"Dal punto di vista del coaching, questo scarto tra le potenzialità tecniche e l'effettiva attivazione neurale si traduce in quello che possiamo definire un tunnel attentivo invertito: i giocatori sprecano energie mentali preziose ancor prima di iniziare, arrivando sul rettangolo verde con i recettori saturi e una reattività inevitabilmente in ritardo rispetto all'avversario. Il terreno della concentrazione non è un interruttore che si accende all'improvviso, ma un processo di sintonizzazione che richiede una specifica routine di transizione dallo spogliatoio al campo".

Da ansia ad aggressività

"Per uscire da questo loop, il lavoro da fare passa dall'ancorare l'attenzione su micro-obiettivi immediati — come il primo duello o la prima pressione pulita — spegnendo il rumore di fondo delle pressioni ambientali. La vera svolta per i nerazzurri richiederà di reimparare a giocare i primi dieci minuti con la stessa intensità mentale degli ultimi dieci di una finale, trasformando l'ansia da prestazione in un'aggressività lucida fin dal primo secondo".

Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 16 settembre 2026 alle 17:20
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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