"Ricordi belli con ambo le squadre? Molti, ma vorrei menzionare due uomini che mi hanno accompagnato sempre: Bruno Conti e Massimo Moratti. Gente così non esiste più". Comincia con questo doppio omaggio l'analisi di Andrea Stramaccioni di quel Roma-Inter previsto sabato che lo vedrà da spettatore in una veste da doppio ex. 

Stramaccioni non risparmia elogi per Cristian Chivu. "Un giocatore di un'intelligenza superiore. Le racconto un aneddoto relativo al mio debutto contro il Genoa. In settimana gli dissi che avrei preparato uno schema solo per lui. "Loro marcano a uomo", gli svelai. "Ci muoviamo a inganno per liberarti, tu arrivi da dietro e calci al volo". Lui mi rispose con la sua solita ironia: "Sei sicuro? Qui è da tanto che non preparano uno schema per me, anche perché non so se arrivo così lontano". Alla fine, riuscì a calciare. La palla fini alta. Parlava molto, dava consigli. Era già un allenatore in campo. Roma-Inter sfida scudetto? È presto, ma chiunque vinca darà una prima spallata alla concorrente, mettendo morale in cascina. Anche perché con la maxi sosta, nel bene e nel male, le analisi riecheggiano più a lungo".

Stramaccioni vede bene i nerazzurri al di là delle imperfezioni di queste prime settimane. "Pepo Martinez un problema? No, gli errori fanno parte del percorso. L'inter ci ha puntato, siamo solo a 5 partite. Chivu lo difenderà fino alla morte. Siamo alla quarta giornata e l'Inter già ha il doppio dei punti dell'anno scorso. Ha mandato in gol nove giocatori e quando accelera mette paura. Creano occasioni a grappoli. Ha concesso qualche gol di troppo, ma la maggior parte a causa di errori individuali assolutamente evitabili. Le chiavi della sfida? La Roma rovescerà il vertice offensivo per occuparsi di Zielinski e non farà costruire i braccetti. E poi occhio alle fasce. La chiave sarà l'insolito duello tra Wesley e Diouf. Per l'Inter, invece, citerei i movimenti delle punte in combinazione con Barella: questo può dare fastidio alle marcature a uomo della Roma. É innegabile che il credo "gasperiniano" soffra alcuni aspetti del 3-5-2. Da gennaio 2010, contro allenatori che usano questo modulo - vedi Conte, Simone Inzaghi e lo stesso Chivu, Gasp ha perso dieci volte e pareggiato quattro".

L'ex tecnico nerazzurro si dice sorpreso da "Zielinski, Balerdi e Dybala: sono felice di vederlo così in forma. Comunque, entrambe le squadre si sono rinforzate, l'Inter è più profonda ma Gasperini ha accorciato molto il gap".

Sezione: Copertina / Data: Mer 16 settembre 2026 alle 08:00
Autore: Antonio Di Chiara
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