Giuseppe Marotta è intervenuto questa mattina su RadioTV Serie A per parlare di Inter e non solo: "Annunci in giornata? (riferendosi a Pavard, ndr) Oggi impossibile - inizia scherzando -. Ma siamo messi bene, è un obbligo essere ambiziosi e puntiamo in alto, non tutto si riesce a realizzare ma non vogliamo illudere i tifosi come spesso siamo tacciati. Gli obiettivi sono di prendere gente competitiva, quello che ci manca, che porti esperienza, autorevolezza e forza. È una delle leggi del calcio, devi fare un mix tra giovani e meno giovani. Solo giovani non si vince nulla nè può essere una squadra di soli 'vecchi'. In Italia, e questo è il mio 47esimo mercato, oggi c'è un calcio diverso dagli anni Novanta, bisogna rincorrere opportunità, non possiamo fare dei veri investimenti. Oggi nei nostri bilanci le uscite devono rappresentare una caratteristica, non c'è una società in Italia che vuole investire tipo 200 milioni in una campagna estiva.
Per me questa è un'Inter competitiva, poi facciamo delle valutazioni soggettive e bisogna confrontarsi con degli avversari. Per me si candidano le solite squadre, non so se altre sono più forti ma direi che partiamo tutte alla pari tra quelle in testa. In questo periodo non ho notti insonni per calciatori che non rispettano delle parole, oggi purtroppo accade e bisogna adattarsi a un sistema che è cambiato anche nei valori, nelle condizioni economiche dei club. Mi affeziono agli uomini, ma le bandiere non ci sono più, i calciatori sono guidati dai loro agenti e i trasferimenti sono più frequenti. i Mazzola, i Rivera che non cambiavano mai, oggi anche i big si spostano perché ogni trasferimento mette in moto del denaro tra tanti attori coinvolti.
Bisogna anche capire che ci sono obiettivi che pensavi di poter raggiungere e non raggiungi e perdi dei giocatori. L'operazione Lukaku ha lasciato tanta delusione, poi è giusto che lui faccia la sua strada e noi faremo la nostra. Ora non ha più tante alternative, non credo arriverà in Italia, mancano solo 10 giorni ma non conosco le dinamiche del Chelsea. Ci sono società che stanno facendo bene e mi fa piacere come componente della serie A, non invidio qualcuno, anzi ringrazio la Lega Calcio e mi fa piacere essere qui.
Sanchez? Può starci, quando convivi con un calciomercato che c'è anche quando giochi, se domenica un giocatore non gioca il giorno dopo chiede di essere trasferito se il mercato è aperto. Correa chiede spazio, noi non teniamo i giocatori per forza, ne sta parlando con Ausilio, se vuole andare via cercheremo di accontentarlo. Fa piacere che Sanchez voglia tornare. È veramente un campione, ha grande passione per il suo lavoro. È andato via a malincuore e ora ha lanciato segnali di ritorno, questo è vero.
Quando un calciatore viene richiesto da un club più ricco è difficile trattenerlo, davanti a richieste importanti i club italiani non possono rifiutare, certe somme non si possono rifiutare. Onana è arrivato a parametro zero per un'intuizione di Ausilio e venduto a 50 milioni, un'operazione positiva. Non potevamo concorrere con l'offerta che gli è arrivata, questo è il compito dei nuovi profili manageriali, attività di scouting e individuare subito gli avvicendati.
Il fenomeno arabo è arrivato improvvisamente, noi e tante leghe europee non eravamo preparate, non lo abbiamo ancora decifrato ci vorrà almeno un anno, ma la qualità è scesa in Europa perché hanno preso almeno 22 giocatori di fascia alta, non è come il campionato cinese che prendeva giocatori quasi a fine carriera, hanno però versato soldi nelle casse europee, ma è venuta meno anche una competitività economica. Da quanto so hanno speso solo per acquisizioni di diritti tv 700 milioni e hanno qualche miliardo a disposizione. Poi la volontà del giocatore pesa.
Lautaro può essere oggi il finalizzatore, il terminale del nostro gioco e lo sta facendo bene. Ha già fatto due gol. Il grande manager deve avere sul taccuino grandi nomi, avevamo altri obiettivi per l'attacco ma stringendo il cerchio abbiamo deciso di cogliere l'opportunità Arnautovic, dispiace averlo sottratto al Bologna. Sensi ci fa vedere sempre dei bei precampionati, ma ha avuto sempre problemi fisici, se riesce ad allenarsi con continuità può darci un bell'apporto. Essere arrivati in finale di Champions per questo gruppo che non aveva mai vissuto questa esperienza è servita moltissimo. Qualche anno fa avevamo giocatori che non avevano mai vinto titoli, ormai da diversi anni siamo in Champions e siamo arrivati fino in fondo. Quando c'è accordo e condivisione non ci sono problemi e il prolungamento di Inzaghi sarà automatico.
Cuadrado si porta dietro una cultura della vittoria che serve tantissimo. Pirlo alla Juve aveva vinto col Milan. Cuadrado ha una bella cultura della vittoria, che in noi è cresciuta in questi anni. Certe volte bisogna mettere insieme l'entusiasmo del giovane e l'esperienza dell'anziano. Che trasmette negli spogliatoi, spinge i compagni a dare sempre di più. I tifosi dell'Inter hanno grande amore e passione, abbiamo ricevuto tante critiche tra social e mail, cerco di leggere tutto, li prendiamo come stimoli. L'amore ti porta a essere sfiduciato quando pensi che non riesci a completare la squadra ma bisogna avere fiducia.
In una stagione devi guardare anche tanti dettagli come il giardiniere, il cuoco, il nutrizionista, il fisioterapista, ecc. Potersi allenare su campi perfetti, avere un nutrizionista (e il nostro è stato prestato anche alla Nazionale) in gamba, ti porta anche dei punti in più. Oggi il calcio è veloce, aggressivo, devi essere preparato, e per essere in forma devi avere anche una buona alimentazione.
Finale di Champions per fortuna? Una circostanza favorevole c'è stata ma non si arriva mai per caso, c'è anche merito di allenatore e calciatori. Alternanza finale di Champions-scudetto? Se significasse vincere la seconda stella accetteremmo".
Autore: Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
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