"La notizia dell’esonero di José Mourinho da parte del Fenerbahce arriva in questi giorni di apprensione per la fragilità di Massimo Moratti, e nel frullatore emotivo che quotidianamente mischia le preoccupazioni vere ai crucci di contorno, genera malinconiche considerazioni sul tempo che passa, e per quanto inevitabile questo pensiero resta molesto". Questa la riflessione di Paolo Condò oggi sul Corriere della Sera.

Una serie di scelte sbagliate quelle dello Special One dopo Inter, Real e Chelsea. "Mourinho allena ininterrottamente dal 2000, rapido a sorvolare gli esoneri e senza necessità di anni sabbatici: usa i mesi (sempre pagati) di stacco per imparare la lingua del Paese che verrà, come quando preparò l’avvento all’Inter con un professore d’italiano e l’ultimo giorno di lezione, prima di salire sull’aereo, gli chiese un’idea per impressionare tutti alla prima conferenza stampa. Nacque così quel leggendario «non sono pirla» che ancora oggi resta la sigla più appropriata a una carriera non più grande, ma che lo è stata eccome", sottolinea Condò.

"Mourinho in questi anni è stato eccessivo e rancoroso ma anche coraggioso e astuto, un angelo torvo capace di farsi seguire a passeggio sui carboni ardenti per un tempo finito da tutti, oppure per l’eternità ma soltanto da alcuni - scrive Condò -. Più volte nelle interviste ha raccontato il Triplete dell’Inter come la sua impresa più grande, e quello era uno spogliatoio che l’avrebbe sostenuto anche attraversando l’inferno. Poi però sono arrivati gli oppositori interni, i leader mal digeriti come Casillas, Sergio Ramos e addirittura Ronaldo a Madrid, le star che non rendevano come Pogba a Manchester, i capitani dubbiosi come Pellegrini alla Roma. Tutta gente che a un certo punto ha esclamato «il re è nudo», forse ignara (forse no) che Mourinho è stato in assoluto il caso più lampante di profezia che si autoavvera. Un genio, a patto di non discuterlo per evitare il rischio di scoprire che sotto il vestito, niente".

Sezione: News / Data: Sab 30 agosto 2025 alle 17:28 / Fonte: Corriere della Sera
Autore: Alessandro Cavasinni
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