"Fare turnover solo per farlo non vale". Parola di Cristian Chivu. L'allenatore dell'Inter, intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della seconda giornata di Serie A EniLive in programma contro l'Udinese, ha spiegato come intenderà gestire le risorse a disposizione dunque le energie dei suoi durante il corso di una stagione all'avvio e divisa, ancora una volta, su tre fronti. "Giocando ogni tre giorni e per mantenere sempre il gruppo motivato e ambizioso bisogna accontentare un po' tutti, ma bisogna anche non perdere la meritocrazia" ha premesso, mettendo nero su bianco il comandamento numero uno al quale dovranno attenersi i suoi: nessuno ha il posto assicurato. Le ragioni sono 'semplici' quanto fondamentali: "Il livello deve essere alto e bisogna sempre mostrare cosa si fa in campo" e per farlo "la meritocrazia è il primo principio" al quale il tecnico romeno si atterrà per compiere le sue scelte.

Il numero elevato di partite non sarà una motivazione valida a giustificare eventuali rotazioni: "Bisogna prepararsi al meglio per le opportunità e le scelte dell'allenatore per il bene del gruppo a prescindere che si parta dall'inizio o dalla panchina". Che tra le righe vuol dire: la stanchezza non sarà tutto. Per giocare ognuno deve "meritarsi il posto facendo vedere di essere competitivi e di essere soluzioni valide". Discorso al quale va ascritto anche il nuovo arrivato, uno dei più in mostra in questa prima parte di Inter by Chivu, Petar Sucic. Il centrocampista croato, oltre a quanto mostrato durante le amichevoli estive, ha brillato anche col Torino alla prima uscita stagionale di campionato, ma anche per il 21enne nulla è scontato: "La meritocrazia te la guadagni in allenamento tutte le settimane perché tra una partita e l'altra ci sono sempre tot allenamenti durante i quali i ragazzi dovranno fare del loro meglio per mettermi davanti a tanti punti interrogativi quando dovrò scegliere chi giocherà dall'inizio" ha prontamente risposto Chivu a proposito di un'eventuale titolarità riproposta del classe 2003. "Io non guardo solo i primi undici, ma guardo ai ventidue giocatori in movimento, nulla da togliere ai portieri, che devono dimostrare e cercare di mettermi in difficoltà per il modo di allenarsi, per la mentalità che hanno e per come si comportano sia in campo che fuori" ha chiosato il tecnico romeno rispondendo su Sucic, ma riferendosi a tutti nessuno escluso.

Sezione: Copertina / Data: Sab 30 agosto 2025 alle 17:00
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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