Guarin-Inter, una storia d’amore ricca di alti e bassi, ma ancora attuale. Un rapporto vissuto tra gol prestazioni opache, voci di mercato e marce indietro. In pratica, il colombiano da quando veste la maglia nerazzurra (gennaio 2012) non si è fatto mancare nulla e, soprattutto, ha raccontato gli eventi più significativi attraverso i social network. Tra Twitter e Instagram, Fredy Guarin ha sempre raccontato il suo punto di vista sugli avvenimenti che lo hanno riguardato personalmente e scorrendo cronologicamente i suoi contributi si evince un forte legame con i colori nerazzurri, ma anche più di un dubbio sul proprio futuro.
PRIMO ANNIVERSARIO - Il punto di partenza ideale risale al 30 gennaio 2013, quando il giocatore festeggia l’anniversario di matrimonio con l’Inter: “Oggi un anno fa ho preso l'aereo per realizzare il sogno della mia vita. 30/01/12 #inter ringrazio tutti, fanno parte della mia felicità”.Una dichiarazione d’amore, segno che le cose per lui vanno a gonfie vele e i tifosi continuano a considerarlo uno di loro. Stesso concetto il 24 febbraio 2013, dopo Inter-Milan 1-1: “Sono orgoglioso de vestire questa maglia, così come ho visto San Siro oggi mi ha fatto innamorare. Grazie di tutto e #ForzaInter”.
TIFOSI INSOFFERENTI - Tutto rosa e fiori, dunque. Ma tra i tifosi interisti, complice anche un bilancio stagionale deficitario, inizia a serpeggiare malumore verso molti giocatori. Compreso Guarin, accusato di scarso impegno nel contesto di un finale di campionato terribile e di un nono posto inaccettabile per l’Inter. In quel periodo inizia a prendere piede l’idea che il numero 14 (poi diventato 13 per accontentare Campagnaro, con tanto di tweet che mostra la nuova maglia) non sia poi quel campione che si credeva. Inizia nel frattempo l’era Mazzarri e Guarin è un perno del centrocampo. Le prestazioni però non soddisfano i tifosi, benché la squadra inizi benissimo il torneo.
IL GESTO PLATEALE E LE SCUSE - L’apice della rottura arriva a fine settembre, quando i nerazzurri battono la Fiorentina (2-1) a San Siro ma Guarin viene sostituito nella ripresa, tra i fischi del pubblico ai quali reagisce con un gesto plateale. Il giorno dopo (27 settembre 2013), le scuse via Twitter, con tanto di precisazione: “Ragazzi il gesto di ieri no l’ho fatto per offendere nessuno, chiedo scusa se qualcuno ha capito male. Non sono permaloso e voglio bene alla squadra”. Caso rientrato, dunque, ma si tratta di una tregua armata che sfocia nel blitz di mercato più eclatante degli ultimi anni, il mancato scambio tra il colombiano e Vucinic con la Juventus. Una situazione grottesca, che ha portato i tifosi dell’Inter a protestare contro il club di corso Vittorio Emanuele sui social network e addirittura sotto la sede, fino all’intervento risolutivo di Thohir da Giakarta.
LA POLEMICA POST-JUVENTUS - Operazione saltata, ma la posizione del Guaro agli occhi dei tifosi resta in bilico, soprattutto per il suo malcontento dopo il mancato trasferimento ai rivali della Juventus. E dopo giorni di silenzio (31 gennaio 2014), il centrocampista affida ai suoi profili social il proprio pensiero, non risparmiando frecciate alla sua dirigenza per averlo messo in mezzo: "Siete voi società Inter che mi avete messo sul mercato senza chiedermi se volessi andare via, perché all'Inter ero tranquillo e felice. Adesso vi chiedo chiarezza e rispetto, per me, i tifosi e il mio procuratore. A voi tifosi dico solo parole di ringraziamento perché mi avete dimostrato affetto e stima. Se dovessi andare rimarrete sempre nel mio cuore perché all'Inter ho realizzato un sogno. E se devo rimanere la mia forza e il mio senso di responsabilità e il mio cuore saranno ancor più indirizzati a far vincere l'Inter". Una sorta di deresponsabilizzazione telematica, che però è anche una richiesta indiretta alla società nerazzurra di esporsi nei suoi confronti.
PACE FATTA - Detto, fatto, per evitare ripercussioni dopo il pastrocchio di gennaio, arriva il prolungamento contrattuale con significativo ritocco dell’ingaggio per Guarin, che affida a Twitter il proprio messaggio di gioia (24 marzo): “Sono molto felice di aver rinnovato il contratto con i nerazzurri fino al 2017. Un giorno l’ho pensato, un giorno l’ho sognato, un giorno l’ho realizzato”. Frase accompagnata da lui che posa con di fianco la maglia dell’Inter numero 2017. È il momento della serenità ritrovata, finalmente. Da quel momento, solo tweet e foto poco ‘notiziabili’: ringraziamenti a Dio, immagini allegre con i compagni di squadra (compresa la campagna contro il razzismo), frasi beneauguranti sulle partite successive, retweet ai tifosi, la campagna per la nuova scarpa Nike e altro.
PANCHINE E PERPLESSITA' - Sul campo la sua posizione perde punti dopo lo sciagurato retropassaggio costato 2 punti a Livorno e in seguito alle tante panchine che Mazzarri, dando fiducia a Kovacic (a furor di popolo) gli riserva. Il gol a Parma che sancisce il piazzamento europeo non basta a restituirgli la credibilità perduta e dopo il Mondiale e il suo ritorno post-vacanziero, si ricomincia a parlare di un suo futuro lontano dall’Inter. Per questioni tecnico-tattiche ma, soprattutto, economiche: bisogna autofinanziare la campagna acquisti, ergo serve una cessione remunerativa e il colombiano è l’unico a cui Ausilio, Thohir e Mazzarri rinuncerebbero senza troppi rimpianti. La nuova stagione, per Guarin, inizia com’era finita quella precedente: panchine e tribune, segno che la sua posizione in nerazzurro è tutt’altro che salda. Il giocatore, dal canto suo, vive in attesa di novità questo momento, esponendosi in modo criptico su Instagram. Due le foto pubblicate nell’ultima settimana di mercato, la più calda: in una (25 agosto 2014) è ritratto con sguardo perplesso mentre osserva una sua gigantografia esultante appesa alla parete vicino a una porta; nell’altra (27 agosto 2014) c’è un suo primo piano, seduto in panchina, con la maglia di allenamento, accompagnato dal messaggio: “Questa è la mia passione e la mia vita”. Tante le interpretazioni, nessuna versione ufficiale.
SI RICOMINCIA - Il 29 agosto, un’altra foto su Instagram che lascia perplessi: un suo amico mentre fa una selfie con Mazzarri, e la frase “Con il personaggio dei personaggi” che ai più diffidenti sa di presa per i fondelli, ma che in realtà, secondo quanto filtrato dal club e dal giocatore stesso, non voleva esserlo. Infine, l’ultimo concitato giorno di mercato che avrebbe potuto portare il Guaro a Valencia, prima dell’interruzione delle trattative a causa di un’offerta ritenuta non all’altezza del valore attribuito dall’Inter al giocatore. Tradotto in soldoni, neanche stavolta l’ex Porto lascia Milano e deve ricominciare a conquistare la fiducia del suo allenatore ma anche di tutti i tifosi. Un primo passo in tal senso è arrivato ieri, 10 settembre, ovviamente con meno di 140 caratteri: “Felice di indossare questa maglia”. Tutto a posto, dunque, almeno fino al prossimo post.
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