La Bild ha raggiunto Yann Bisseck per una lunga intervista nella quale il difensore dell'Inter, oltre a commentare la stagione trionfale vissuta con i colori nerazzurri, apre il suo sguardo sul Mondiale ormai alle porte e sulle sue chance di convocazione da parte del CT della Mannschaft Julian Nagelsmann. Queste le sue dichiarazioni:

Bisseck, con l'Inter hai vinto il campionato e la Coppa Italia. In Italia non si può chiedere di meglio. Ritieno che questi titoli ricevano in Germania l'attenzione che meritano?
"Questa è un'ottima domanda. Spero davvero che i miei successi e le mie prestazioni in Germania vengano riconosciuti. È già il mio secondo campionato in tre anni e, per la prima volta dal 2018, una squadra italiana ha vinto di nuovo il double. Questo mi rende incredibilmente orgoglioso e felice".

Sei elemento fisso nella difesa a tre di mister Christian Chivu. Diresti che l'Italia è ancora la potenza difensiva del calcio di alto livello?
"L'Italia è senza dubbio la patria dei difensori. Non so se dipenda dalla qualità dei difensori o semplicemente dall'enorme importanza che viene loro attribuita qui. Prima ancora di parlare di attacco e possesso palla, l'attenzione è sempre rivolta alla solidità difensiva. Per questo credo che il campionato italiano rimanga il posto migliore per un difensore per imparare il più possibile. Io ho imparato moltissimo durante i miei tre anni all'Inter".

In questa stagione hai anche segnato tre gol e fornito tre assist, il che ti rende uno dei difensori più pericolosi d'Europa. Hai lavorato anche sulle tue doti offensive?
"Insomma, da difensore, il mio compito principale è difendere, ed è la mia priorità assoluta. Ma con i miei 1,96 metri di altezza, ho anche delle responsabilità nell'area di rigore avversaria, soprattutto sui calci piazzati. L'Arsenal è un buon esempio di come queste situazioni stiano diventando sempre più importanti nel calcio moderno. Oggigiorno, quasi tutte le rimesse laterali sono lunghe, quindi da difensore si possono sicuramente accumulare punti. Adoro segnare gol: è la parte migliore. Mio padre mi diceva sempre: 'Con la tua altezza, non puoi permetterti di sbagliare un colpo di testa; fai una brutta figura'".

La maglia dell'Inter vanta una ricca tradizione tedesca. Lothar Matthäus, Andreas Brehme, Jürgen Klinsmann e Karl-Heinz Rummenigge: molti giocatori della Nazionale tedesca hanno militato nel club. I loro nomi sono ancora presenti nell'Inter e tra i suoi tifosi?
"I tedeschi hanno lasciato un'eredità davvero pesante all'Inter e sono amatissimi. Che si tratti di Matthäus, Brehme, Klinsmann o Rummenigge, sono tutti dei veri eroi qui. Non voglio dire che questo mi metta pressione, ma quando sai quali leggende tedesche hanno giocato qui, non vuoi deludere te stesso".

Stanno ancora lottando per un posto ai Mondiali. Recentemente, però, sono stati candidati anche altri giocatori, come Malick Thiaw, che gioca nel Newcastle a metà classifica in Premier League in questa stagione. Pensi che i giocatori che militano in Inghilterra ricevano più attenzione rispetto a quelli che giocano in Serie A?
"Ho la sensazione che la Premier League stia ricevendo un po' più di attenzione. Il fatto è che, se si confrontano i campionati, posso immaginare che la Premier League possa ricevere più attenzione a causa delle ingenti somme di denaro in gioco. Tuttavia, non credo che questo influenzerà la selezione della squadra. Sono sicuro che il commissario tecnico sappia cosa cerca e cosa vuole dalla sua squadra. Io cerco di fare il mio lavoro qui al meglio. Penso di esserci riuscito e di aver ottenuto il massimo con la doppietta in Italia. Il mio obiettivo e il mio sogno è partecipare ai Mondiali e indossare la maglia della Germania. Se succedesse, sarei felicissimo".

Quando è stata l'ultima volta che hai avuto contatti con Julian Nagelsmann?
"Prima dell'ultimo annuncio della rosa per le partite internazionali di marzo. L'allenatore mi ha chiamato per dirmi che le mie prestazioni erano state notate e che ero nella lista dei candidati. Mi impegno al massimo ogni giorno per diventare il miglior professionista possibile, sfruttando appieno il mio potenziale".

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 16 maggio 2026 alle 14:55
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Christian Liotta
Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.