A 40 anni suonati, e dopo aver portato lo Schalke 04 a riprendersi un posto in Bundesliga, Edin Dzeko si prepara a giocare il Mondiale con la Bosnia-Erzegovina, dopo la qualificazione ottenuta a marzo nei playoff a spese dell'Italia. A pochi giorni dal via della kermesse nordamericana, Dzeko, parlando ai microfoni di Sky Sport Insider, prima di parlare di questa grande esperienza torna con la mente alla sua ex squadra, l'Inter, dopo la conquistà del Double con Cristian Chivu: "L'Inter è un grande club e io lì sono stato non bene, ma benissimo. So cosa significa quella maglia e cosa significa giocare per l'Inter. Ora che ha vinto si dice che gli altri non siano forti, ma non la penso così. È stata una grande stagione, con due trofei: bisogna dare tanto merito all'Inter e a Chivu, che ha fatto la doppietta nel suo primo anno in nerazzurro. L'Inter è un club che merita tutto questo, di essere sempre al top. La società va in questa direzione da anni, non è un caso che abbia vinto due coppe".

Muharemovic del Sassuolo e tuo compagno in Nazionale è uno dei giovani più seguiti in Europa e si parla dell’interesse proprio dell’Inter, che ne dici? Farebbe bene ad andare in nerazzurro?
"Beh, se c’è la possibilità spero proprio di sì: sarebbe top per lui e per il club. Ha un grande futuro davanti, ha la qualità e la testa giusta per giocare lì".

La vittoria della Bosnia sull'Italia ha lasciato, oltre al vuoto nel nostro calcio, anche tanti strascichi polemici. Qualcuno ha anche parlato di arroganza dei giocatori italiani prima della partita, riferendosi alla famosa scena di Federico Dimarco che esulta dopo che avete eliminato il Galles ai rigori. Tu dal campo come l'hai vissuta?
"Arroganza non l'ho vista. Dopo quello che è successo con Dimarco e Vicario è normale poterlo pensare, ma non credo fosse arroganza anzi. Fa parte del gioco, non mi sono arrabbiato. L'ho fatto anch'io tante volte, ma con i social bisogna stare attenti. Anche perché alla fine questa cosa un pochino è andata a nostro favore. Anche voi media però non avete aiutato: avete messo ancora più pressione. Si parlava tanto del nostro stadio piccolo, dei balconi intorno, più che del fatto che l'Italia rischiava di non andare al terzo Mondiale di fila. Non si parlava di noi. Poi abbiamo dimostrato il nostro valore in campo, anche se penso che l'Italia resti molto più forte di noi. Ci ha aiutato il rosso di Alessandro Bastoni, ovviamente, ma le partite si decidono anche in pochi momenti determinanti. Certo anche in dieci uomini l'Italia poteva fare meglio: noi abbiamo fatto 64 cross e difendere così non è facile. A un certo punto è normale che prendi gol".

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 16 maggio 2026 alle 10:15
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Christian Liotta
Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.