Non soltanto un vice per ogni titolare, ma due Inter potenzialmente competitive. È questo uno dei risultati più evidenti del mercato nerazzurro, che ha consegnato a Cristian Chivu una rosa costruita per reggere contemporaneamente la corsa allo Scudetto e una Champions League nella quale l’obiettivo dichiarato è evitare i playoff e conquistare direttamente gli ottavi. Come sottolinea Il Corriere dello Sport, riispetto alle ultime stagioni, la vera differenza è nella profondità. Le alternative non rappresentano più semplici soluzioni d’emergenza: in diversi ruoli la distanza tra chi parte titolare e chi entra dalla panchina si è sensibilmente ridotta per qualità, esperienza e freschezza atletica.

Chivu e il problema dell’abbondanza

Per il tecnico si apre così una sfida nuova. Scegliere sarà più semplice dal punto di vista tecnico, perché quasi ogni cambio garantisce affidabilità, ma più complicato nella gestione dello spogliatoio. Chivu dovrà convincere tutti ad accettare rotazioni e panchine, facendo passare un principio preciso: per arrivare fino in fondo servirà l’intera rosa. Anche dal punto di vista fisico le indicazioni sono incoraggianti. L’infermeria è praticamente vuota e Spence deve soltanto completare la preparazione.

Napoli e Champions, arriva il primo vero turnover

Il primo banco di prova arriverà molto presto. Dopo il big match contro il Napoli, l’Inter sarà subito chiamata al debutto europeo. È proprio in quella fase che inizieranno le rotazioni più significative. Chivu potrà cambiare uomini in ogni reparto senza stravolgere la squadra, un lusso fondamentale in una stagione lunga e congestionata. L’Inter vuole difendere il titolo in Italia, ma allo stesso tempo tornare protagonista in Europa. E stavolta, più che mai, la profondità della rosa può diventare una delle armi decisive.

Sezione: Focus / Data: Sab 29 agosto 2026 alle 08:29
Autore: Ludovica Ferrante
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