Alessandro Arrighi, tifoso nerazzurro e autore dei due libri ‘Juve: il grande inganno’ e ‘Scudetti col verme’, non ha paura di dire la sua su Calciopoli, argomento molto spinoso in cui vige un clima alquanto omertoso e confuso. Arrighi invece è molto deciso e sicuro delle sue idee e non si esime dal difendere a spada tratta l’Inter, soprattutto Giacinto Facchetti, tirato in ballo nelle ultime intercettazioni presentate dalla difesa di Luciano Moggi. Sullo scudetto del 2006 appare sicurissimo: non può essere messo in discussione.
Alessandro, tu sei autore di due libri ‘Scudetti col verme’ e ‘Juve: il grande inganno’ e nonostante siano passati gli anni della Triade, il nome di Moggi rimane sempre d’attualità. La sfida tra Inter e Juventus è sempre più aspra?
“Il nome di Moggi rimane d'attualità perchè la stragrande maggioranza dell'informazione sportiva in Italia è direttamente o indirettamente controllata dai gruppi economici e di potere che sono anche proprietari di Juventus e Milan: il patto di marketing Milan-Juve continua a condizionare l'intera rappresentazione che dei fatti calcistici viene fatta nel nostro Paese. Moggi era uno dei protagonisti assoluti dell'asse Juve-Milan e di fatto non può essere sconfessato: sarebbe come ammettere che il calcio in Italia per 12 anni è stato taroccato... circostanza che i PM che hanno indagato fanno ritenere assai credibile”.
Cosa pensi della strategia difensiva di Moggi e dei suoi legali e del fatto che un uomo impossibilitato a difendersi come Giacinto Facchetti sia stato tirato in ballo?
“La strategia difensiva di Moggi tende a dimostrare il 'tutti colpevoli, nessun colpevole', per evitare di incorrere nelle sanzioni previste per il reato di associazione a delinquere: peraltro la sentenza penale che ha condannato per lo stesso reato Giraudo, emessa il 15 dicembre 2009 dal Tribunale di Napoli, non lascia dubbi interpretativi ed anzi è assai esplicita, nelle motivazioni, su chi fosse per i giudici il capo dell'associazione a delinquere dedita alla frode sportiva, visto che non era Giraudo. Il fatto di tirare in ballo Giacinto, qualifica di per sé i personaggi sotto processo per associazione a delinquere. Non credo che si debba aggiungere altro”.
Il Tar del Lazio ha sanzionato l’associazione Giulamanidallajuve. Questo potrà avere qualche incidenza futura?
“La sentenza del Consiglio di Stato che ha sanzionato l'associazione filojuventina è l'undicesima sentenza che condanna direttamente o indirettamente la Juventus e/o i suoi dirigenti: siamo saliti ormai a due sentenze penali (Giraudo e GEA), 5 sportive; 4 amministrative (avverse i ricorsi di Giraudo e Moggi contro le sentenze sportive). Va ribadito peraltro che la giustizia sportiva ha un ordinamento autonomo, che non può essere influenzato in alcun modo da quello della giustizia ordinaria, come dimostrano le assoluzioni del calciscommesse 1980 in sede penale, nonostante le radiazioni a livello sportivo di quell'epoca.”
Il libro 'Juve: storia di un inganno' culmina in Calciopoli, una pagina del calcio italiano che dovrebbe vedere la sua fine a maggio. Quale finale prevedi?
“La FIGC sa benissimo che i fatti contenuti nelle telefonate del 2004-2005 sono prescritti dal 1° luglio 2007 per le Società e dal 1° luglio 2009 per i tesserati. Inoltre è folle il solo poter pensare di 'processare' solo l'Inter, quando si tratta di 171 mila telefonate che coinvolgono 30 Società di serie A e B. Solo per sbobinare i contenuti delle telefonate, ci vorrebbero tre o quattro anni. Come può pensare la FIGC di aprire un procedimento per fatti prescritti e solo a carico di una delle 30 Società coinvolte nelle telefonate? Ricordo poi che nel 2004-2005 era lecito parlare con i designatori e tutti infatti ci parlavano. Ma solo uno distribuiva agli arbitri sim svizzere”.
In ballo c’è il famoso scudetto del 2006. Che ne sarà?
“Lo scudetto 2006 non può essere in discussione sia perchè si parla di fatti prescritti e già giudicati, sia perchè altrimenti si dovrebbero 'processare' tutte e 30 le Società coinvolte nelle telefonate”.
Nonostante i giornali parlino del processo, le due società, sino a oggi, sono state caute a non citare questa vicenda.
"Mi pare che la Società Juventus abbia parlato anche troppo. Mentre l'Inter mi pare che abbia replicato troppo poco, avendo a invece a disposizione argomenti giganteschi a proprio favore e a tutela dell'onore di Giacinto Facchetti e di noi tifosi”.
Passiamo ad argomenti meramente calcistici. La Juve sembra essersi ritrovata, ma l’Inter va a passo spedito, con il Milan come obiettivo.
“Con un arbitraggio normale, l'Inter non avrebbe difficoltà a battere i bianconeri anche domenica sera. Bisogna vedere se la pressione ambientale e le incredibili lamentele bianconere degli ultimi tempi, non condizioneranno il signor Valeri, come invece è palesemente accaduto a Cagliari sabato scorso, come ha ben sottolineato il presidente Cellino.”
Chi temi dei bianconeri?
“Temo solo... l'arbitro. Sperando che invece riesca ad essere bravissimo e imparziale, come lo è stato in Napoli-Inter di Coppa Italia (arbitrava lo stesso Valeri e fu perfetto)”.
Chi potrà essere il nerazzurro decisivo?
“Fra i nerazzurri sono in forma strepitosa Eto'o, Sneijder, Cambiasso e Maicon”.
Si ringrazia Alessandro Arrighi per la cortese disponibilità
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