Visita di cortesia, questa volta cortesia non di facciata ma reale, all'Inter HQ, dove oggi è stato ospite Eddy Veerus. Cantante notoriamente interista che i tifosi del biscione conoscono abbastanza bene. "Ho appena recuperato questo gift" dice, uscendo dalla sede nerazzurra, dove è stato intercettato dai giornalisti presenti in Viale della Liberazione tra cui l'inviato di FcInterNews.it.

FcIN - E cosa si prova ad aver scritto una canzone ufficiale per la propria squadra?
"Beh, è bellissimo perché per un tifoso interista come me fin da bambino, che fa musica, la massima aspirazione poteva essere questa. Non avendo le capacità per andare a giocare nell'Inter, il modo per poter dare un contributo alla squadra che amo era soltanto raggiungere un traguardo del genere per me. Per noi è tuttora bellissimo sentire la canzone ogni volta che viene messa allo stadio".

FcIN - Tu hai fatto anche un po' di festa con i calciatori dell'Inter. Il più scatenato?
"Il più scatenato? Oddio, beh Barella la vedo sempre bello allegro però non te lo so dire, cioè più scatenato non lo so, non ho questa confidenza per sapere".

A proposito di feste, ti aspettavi di finire in Duomo questa stagione?
"A inizio stagione no. Ammetto che io, come tanti, sono partito con aspettative ben più basse e sono contentissimo di essermi ricreduto chiaramente. Diciamo che poi quando siamo arrivati a metà stagione si cominciava a percepire quest'aria e per come era iniziata era surreale come cosa, quindi ovviamente contentissimo come tutti quelli che hanno avuto modo di credersi".

Un parere su Dumfries, che lascia e uno su Palestra, nome per il dopo-Denzel.
"Dumfries lascia una grande eredità, a me piace tantissimo. Sono contento per quello che ha fatto all'Inter in questi anni, comunque è arrivato non con tantissima aspettativa anche lui, invece poi ha raggiunto due scudetti, i traguardi, è cresciuto tanto. Se n'è andato con la gente che gli vuole bene, secondo me. Non se n'è andato né tra gli insulti, né da traditore. È stato un bell'addio il suo secondo me. Peccato ma... Marco Palestra sicuramente è un giocatore di grandissima prospettiva, però penso che le cifre di cui si sta parlando, insomma, di cui si vocifera, siano troppo alte. Quindi dovessi metterli io quei soldi non arriverei onestamente a quelle cifre. Finché sono 40 milioni ci si può arrivare può aver senso perché è giovane oggi ho letto di 60 milioni e sia secondo me una follia bisognerebbe trovare un'alternativa anche meno giovane magari più esperta su cui puntare perché 60 milioni obiettivamente io non li metterei".

FcIN - Ai dirigenti hai dato qualche consiglio?
"Non ho avuto modo. Ma onestamente non saprei neanche quale potrebbe essere l'alternativa, dovrei un attimo farmi una cultura dei calciatori che sono in uscita dalle proprie squadre e che ricoprono quel ruolo. Avevo letto che si era parlato per esempio di Cambiaso, che non è Palestra però può essere può essere un buon giocatore. Non lo so, però secondo me, bisognerebbe un attimino guardarsi intorno e vedere tutte le opportunità che ci sono perché, ripeto, queste cifre qua se prendete Palestra diventerà un fenomeno ma insomma non me la sentirei di spendere una cifra così alta".

FcIN - Chi vedresti bene tra i calciatori dell'Inter o fra i dirigenti dell'Inter come dj o cantante?
"Beh allora che io sappia Calhanoglu già si diletta in consolle. Io con mio cugino abbiamo anche avuto modo di dare una mini lezione a Thuram di DJing un paio di anni fa, l'anno che era arrivato, e quindi penso loro due. Altri non saprei, in società, non saprei".

Quindi dita incrociata anche sul fatto che c'è Calhanoglu possa dilettarsi ancora anche in cabine di regia all'Inter?
"Sì sì speriamo, speriamo".

FcIN - Chi è il più bravo fra i due come dj?
"Calhanoglu credo sia più esperto".

Eddy Veerus: "Che sogno la mia canzone per l'Inter. Palestra? Forte, ma leggo cifre assurde"
Sezione: Focus / Data: Gio 11 giugno 2026 alle 17:01 / Fonte: Dall'inviato Simone Togna
Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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Egle Patanè
autore
Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi