Quando piove sull’Inter non è mai una pioggerellina trascurabile e nemmeno un temporale estivo che dura lo spazio di un’ora. Al contrario è un uragano dalle proporzioni esagerate che si protrae per un tempo infinito facendo perdere la proporzione di ogni cosa. Partiamo da questo presupposto, perché all’annuale ritrovo di tifosi e giornalisti al capezzale dell’Inter, si radunano categorie ormai definite nel tempo che raramente cambiano prospettiva. I fatti dicono che l’Inter, dopo l’interminabile sosta per il Covid, ha esaurito energie, convinzione ed è stata flagellata dagli infortuni a centrocampo. La squadra per tutto l’anno si è fatta recuperare o spaventare in diverse occasioni negli ultimi minuti, mostrando che il modello di gioco preteso da Antonio Conte non era e non è compatibile con una rosa ridotta all’osso a centrocampo, il reparto più importante per potersi permettere questo standard.

A inizio stagione l’Inter giocava in modo convincente, a tratti persino entusiasmante ma l’assenza definitiva di Stefano Sensi ha cambiato in peggio il gioco e poi la stagione. Vecino è stato spesso infortunato, così come Barella. Brozovic ha dovuto fare i soliti straordinari, perdendo anche lucidità e il reparto, composto improvvisamente da Gagliardini, Borja Valero e due esterni a rotazione, con il caldo estivo e una partita ogni tre giorni, a metà gara si è sciolto. Se si gioca ogni partita con il centrocampo preso dalla panchina e Conte non prevede di gestire le partite ma solo di spingere a tavoletta, andando in pressing nell’area avversaria, l’Inter (che statisticamente è la squadra che corre inutilmente di più), alla fine si sgonfia. E’ sorprendente che società e allenatore non si siano accorti di quante partite siano state perse e pareggiate nel finale e che il modulo a tre ha imploso le qualità di Godin, Skriniar ed Eriksen.

Oggi le squadre che giocano meglio sono Atalanta, Napoli, Sassuolo e Milan. Tutte le altre esprimono un calcio approssimativo, deludente e privo di continuità, a partire dalla Juventus, salvata sabato dal perverso regolamento sui falli di mano e la Lazio che ha perso tre partite consecutive senza subire alcun “processo” mediatico. Dopo la svilente prestazione col Verona, è poi venuta fuori l’indiscrezione rilanciata da tutti gli organi di informazione, riguardo il prematuro addio di Conte a mezzo di un esonero o dimissioni tempestose, come quelle già avvenute in passato con la Juve e il Chelsea. Nessuna smentita immediata. Ho impulsivamente proposto un dubbio sulla mia pagina Twitter, chiedendomi come possa essere possibile che nella stessa stagione venga più volte ventilata la voce di un addio di Marotta e ora persino di Conte. Per molti tifosi è un disegno che viene da lontano ma prima di presumere un grande complotto, ordito a mezzo di voci destabilizzanti, orchestrate da chi detiene il controllo di alcuni giornali e televisioni, preferisco passare dagli organismi di controllo della stessa Inter. Marotta, sul suo conto, ha parlato di notizie false, Conte non ha detto niente.

Brozovic ha poi contribuito, facendosi trovare al volante della sua auto con un tasso alcolemico di 0,54 e con la patente ritirata ma quello che conta è il campo. Va compreso se Conte è davvero in rotta con una parte dei giocatori e quanto questo incida nel rendimento che sta andando in rottura prolungata. L’intervista di presentazione a Inter-Torino fatta ad Antonio Conte non ha previsto alcun cenno alle voci finite su tutti i giornali ma questa sera Marotta, prima della partita, dovrà rispondere alle domande da studio e con tutta probabilità ridurrà ai minimi termini le illazioni, anche se avrebbe un effetto maggiore se a dare questa smentita fosse l’allenatore, il quale, anche a seconda del risultato con il Torino verrà incalzato senz’altro nel post partita, ma non va bene comunque, a prescindere dalla fondatezza dell’informazione.

Se fosse vera non andrebbe bene che l’Inter ogni anno abbia delle turbolenze tali da impedirle di costruire qualcosa nel tempo, se al contrario fosse falsa non sarebbe normale che possano essere costruite artatamente notizie false, atte a creare problemi di gestione molto seri. Conte sta vivendo il punto più basso della sua già bassa popolarità tra i tifosi dell’Inter ma, quale che sia la vostra opinione su di lui, la soluzione non sarà mai quella di cambiare allenatore ogni anno.

Amala.

Sezione: Editoriale / Data: Lun 13 luglio 2020 alle 00:00
Autore: Lapo De Carlo / Twitter: @LapoDeCarlo1
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