Altro giro, altro errore. E pezza peggio del buco. Parliamo (ancora) di arbitri, di VAR e dell'ennesimo episodio che rischiava di condizionare un campionato, anche se per fortuna questa volta il 'tentativo' è andato a vuoto. Siamo al minuto 89' di Como-Inter quando l'arbitro Davide Massa, dopo un iniziale tentennamento, decide di fischiare un calcio di rigore a favore dei padroni di casa per un calcio in c**o di Nico Paz nei confronti di Bonny. Sì, un calcio in c**o. Perché il diez della banda di Fabregas carica il mancino da scalgliare verso la porta di Sommer per poi finire impattare sul fondoschiena del povero Bonny, cornuto e mazziato per un 'non fallo' che genera un calcio di punizione dal limite... prima del disastroso intervento che arriva da Lissone. 

I due arbitri seduti davanti ai monitor del VAR, ovvero Gianluca Aureliano e il suo assistente Lorenzo Maggioni, decidono di richiamare il fischietto di Imperia. Il motivo? Precisare che il 'non fallo' è dentro e non fuori area. Conseguenza? Rigore (inventato) per il Como, gol di Da Cunha e risultato fissato sul 4-3 a favore dei nerazzurri in una gara delicata che - soprattutto dopo il pareggio del Napoli a Parma - assumeva un'importanza rilevante per la corsa scudetto. VAR che doveva invece intervenire per riferire a Massa che il contatto era dentro e non fuori area e che quindi, trasformandosi in 'chiaro ed evidente errore', l'arbitro doveva rivedere l'azione al monitor per revocare la decisione da campo. E quindi non concedere un penalty letteralmente inventato e che entra di diritto nella storia della Serie A come il primo calcio di rigore assegnato per un calcio in c**o. Preso, non dato. Chiaro. 

Punto di vista, quello di chi scrive, che trova la sponda dell'ultima puntata di 'Open Var', in onda su DAZN, attraverso le parole di Dino Tommasi, componente della commissione arbitrale: "Non c'è l'imprudenza ipotizzata da Massa sentendo quel colpo. Ci sarebbe stata, se Bonny avesse colpito l'avversario col piede a martello, ma in realtà vediamo che si oppone a un tiro, ed è un suo diritto. È Nico Paz che calcia Bonny. L'errore di campo di Massa, in una situazione complessa, è il fatto di ricostruirsi un'immagine anziché seguire il suo istinto. L'errore della sala VAR è il fatto di soffermarsi solo sul punto di contatto e non sulla situazione, dando per scontata la prima sensazione di Aureliano, il varista. Dovevano girare le camere e accorgersi che Bonny si frappone semplicemente a un tiro", la sua analisi. Insomma, si tratta di un nuovo "chiaro ed evidente errore di campo, non c'è il fallo - sottolinea ancora Tommasi -. Il calcio di rinvio, ipotizzato da Massa, era la decisione corretta. È un errore chiaro della sala Var, di Aureliano e Maggioni. Le OFR sono necessarie per stabilire la verità del campo, non sono situazioni ''grigie' in cui c'entra la centralità dell'arbitro. C'è un errore evidente dell'arbitro e quindi dobbiamo richiamarlo per ristabilire la corretta situazione di campo. Era da togliere questo rigore". 

E oltre al rigore assegnato contro l'Inter, che alla fine non ha - fortunatamente - inciso sul risultato e sull'andamento del campionato, "da togliere" ci sarebbero diversi elementi che continuano a gravitare nell'AIA, che sia con un fischietto in bocca o davanti ad un monitor. Si tratta di incompetenza, da prendere a calci in c**o. Proprio come Nico Paz a Bonny. 

Sezione: Editoriale / Data: Mer 15 aprile 2026 alle 00:00
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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Stefano Bertocchi
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Stefano Bertocchi
Da sempre a contatto con l’Inter per ‘colpa’ dei dribbling di Ronaldo. Giornalista pubblicista dal 2019, racconta la prima squadra e il mondo nerazzurro con le dita su una tastiera. Non rinuncia alla bellezza di San Siro e al fascino delle trasferte.