Si chiude con una vittoria il girone di andata dell’Inter, un 2-1 in rimonta all’Udinese che regala i tre punti alla squadra di Pioli che si rilancia in classifica confermando il buonissimo stato di forma. Andiamo a ripercorrere i dati del match della Dacia Arena in questo ultimo appuntamento del girone di andata con “Da Zero a Dieci”.
ZERO - I tiri in porta concessi all’Udinese dopo il 20° minuto. Molta sofferenza in avvio per i nerazzurri che mostrano sempre i propri limiti nella fase difensiva, ma alla distanza i movimenti difensivi sono migliorati a tal punto da non regalare più nulla agli uomini di Delneri.
UNO - Il numero uno, per distacco, nel numero di palloni toccati domenica è stato Marcelo Brozovic. Il croato sta prendendo sempre più confidenza nel ruolo di playmaker di questa squadra, anche se esprime il meglio di sé quando insieme a lui gioca Joao Mario e non Banega, che costringe il croato a rimanere più arretrato. Questo è uno dei dilemmi che Pioli deve risolvere per consentire a questa squadra di prendere ancora più fiducia, sia in fase offensiva che in fase difensiva perché dagli equilibri in mediana dipendono anche le posizioni arretrate.
DUE - Per la seconda in campionato Icardi conclude senza aver mai provato nemmeno una conclusione. Proprio come accaduto nella gara di esordio contro il Chievo, l’argentino lascia immacolato il proprio tabellino in questa voce statistica compromettendo, in parte la propria partita. Praticamente impalpabile, dimostra tutto quello di cui è capace al primo minuto di recupero del primo tempo quando difende benissimo palla per poi servire l’accorrente Perisic. Più situazioni di gioco simili possono far passare sotto traccia l’assenza in fase conclusiva di Icardi che, altrimenti, sarebbe troppo palese e dannosa per questa squadra.
TRE - I gol realizzati nella gestione Pioli da Perisic. Sei i gol complessivi del croato, che per assurdo ha segnato di più con De Boer piuttosto che con Pioli, ma la sua incisività in fase offensiva è aumentata esponenzialmente facilitando l’Inter nell’esprimere al meglio il proprio potenziale offensivo.
QUATTRO - I passaggi sbagliati nell’ultimo terzo di campo da Banega. Che sia un “diez” non si discute e i numeri parlano chiaro: el tanguito non passa mai la palla indietro e raramente sbaglia il passaggio nella zona di campo che conta. Sicuramente da lui ci si aspetta molto, ma tanto dipende anche dai movimenti dei compagni e infatti non è un caso che la sua migliore gara si sia vista contro la Roma e contro la Juve, forse le gare in cui il potenziale offensivo dell’Inter si è visto al meglio. Tempo e fiducia, questo serve.
CINQUE - I tiri in porta dell’Inter di media in queste prime 19 gare, per un totale di 100. Trenta sono stati i gol, il che fa sì che la percentuale di realizzazione dei nerazzurri sia del 30%, buona ma sicuramente migliorabile nella seconda metà di campionato. La media nella gestione Pioli si alza a tiri di media a partita, il che fa intuire come si possa aumentare il rendimento sin dalla prossima gara contro il Chievo.
SEI - I cross riusciti su 30 tentati contro l’Udinese. Questo è il tasto dolente di questa squadra. Arrivare a produrre così tanti traversoni e non riuscire a completarli lascia l’amaro in bocca. Da qui bisogna ripartire per migliorare e regalare un’arma in più all’attacco nerazzurro.
SETTE - I tackle vinti da Miranda contro i friulani. Il brasiliano è tornato sui suoi livelli e a farne le spese è stato Duvan Zapata che è stato praticamente annientato dal capitano del Brasile. Adesso si difende con più uomini in casa nerazzurra, sicuramente, ma la presenza di uno come Miranda aiuta tutti quanti a migliorare il proprio rendimento
OTTO - L’Inter chiude la prima metà di campionato con una differenza reti positiva di 8, un dato che è molto meglio di quanto ipotizzabile dopo le prime giornate, ma molto peggio di quanto ci si augurava a inizio campionato. Il dato è in continuo miglioramento adesso, ma deve essere una costante della seconda fase di questa Serie A se l’Inter vuole risalire la china.
NOVE - I passaggi sbagliati da Kondogbia contro l’Udinese. Il francese si è fatto molto vedere ed è stato autore di una buona prova nel complesso, ma non può essere una sola rondine a far primavera. Servono più prestazioni positive, ancor più di questa, per far ricredere gli scettici. E ora che rimane solo lui come centrocampista di quantità in rosa, posto che Medel possa essere arretrato in difesa, deve salire in cattedra necessariamente.
DIECI - I gol segnati nell’ultimo quarto d’ora di gara dai nerazzurri. Un terzo dei gol interisti arrivano dal 76° minuto al 90°, quando la testa e il talento contano molto di più e in cui possono fare maggiormente la differenza. Questo è il dato da salvare di questa prima metà di stagione, questo fa capire l’immenso potenziale di questa squadra.
Autore: Gianluca Scudieri / Twitter: @JeNjiScu
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