"Dopo la vittoria della Ferrari mi aspetto che anche il calcio ci ridia le gioie che io personalmente ho avuto modo di viverne tante e mi dispiace per queste facce giovani che sono qui oggi che non le avete vissute perché il calcio è lo sport del popolo e quando il popolo gioisce gioiamo tutti quanti". Così, il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio ha parlato ancora una volta della crisi del calcio italiano, auspicando per lo sport più seguito d'Italia un pronto ritorno ai fasti d'un tempo.

Lunedì si volta pagina?
"Ne è sicuro? Io me lo auguro. Perché è complesso, non è una sola persona che può determinare il cambiamento. Il cambiamento lo determinano la condivisione degli intenti da parte di tutti. Da parte delle istituzioni, dando magari degli adempimenti normativi che sono necessari per migliorare questo, ma anche dalla volontà delle diverse componenti del calcio. E allora sì che si fa un percorso che ci fa rinascere. Mi piacerebbe molto che, per esempio, per dare valore alla Nazionale, a parte l'attenzione per i calciatori giovani, mi piacerebbe che ogni due mesi ci fossero dieci giorni di raduno collegiale. Come si fa? Non guardatemi male. Se vuoi costruire una Nazionale, abbiamo visto con l'Under-17 e l'Under-21, e riesci a stare insieme, costruisci lo spirito di squadra e quindi, per esempio, l'obiettivo che vorrei prefiggermi come primo obiettivo con la Federazione è di andare alle Olimpiadi, qualificarci per le Olimpiadi e vincerle. Per fare questo devi pianificare da qui alla qualificazione per le Olimpiadi dei periodi di ritiro con una bella rosa di 30 persone. Non voglio fare il direttore tecnico, però porto l'esperienza di tantissimi altri sport che cos'è che ci ha portato a vincere tante medaglie? Non è il miracolo italiano, no, è il metodo, è lo stile di conduzione delle nazionali italiane".

Visto quanto è accaduto due o tre anni fa, sarebbe sorpreso di vedere Mancini sulla panchina della Nazionale?
"No, perché non mi sorprendo più di nulla. Mancini lo conosco bene perché ogni tanto ci alleniamo anche insieme e lo vedo in piena forma quindi per carità ma non sono io che... Quando ero presidente della Canoa sceglievo io il direttore tecnico".

Sezione: News / Data: Gio 18 giugno 2026 alle 16:35
Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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Egle Patanè
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Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi