"Sto ridando all’Inter quel che l’Inter ha dato a me. Ovvero tutto. Sì, è così: l’Inter mi ha cambiato la vita". Parole e musica di Julio Cesar, che ai microfoni della Gazzetta dello Sport spiega la sua presenza con i nerazzurri nella tournée asiatica. "Se dopo 7 anni che ho lasciato questo club sono ancora qui, coinvolto in queste iniziative... beh, per me non può che essere motivo di grande orgoglio - aggiunge l'ex portiere -. Il mio obiettivo è aiutare questa società: se così posso farlo, ben venga".  

Lei sta seguendo da vicino gli allenamenti di Conte. Che Inter sta nascendo?
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Se avrà la voglia del suo allenatore, ci sarà da divertirsi. Ho visto un Conte molto carico, è una cosa molto positiva per l’Inter. E’ un tipo molto tosto, ragionando da giocatore direi che con uno così è impossibile non avere le giuste motivazioni. Spero che lui possa fare un grande lavoro, possa subito convincere i giocatori delle sue idee. E spero che loro entrino subito in sintonia, per riportare l’Inter dove deve stare, ovvero più in alto di tutti".

E’ un obiettivo raggiungibile nell’immediato?
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L’Inter è sempre l’Inter, merita comunque grande rispetto per la sua storia e per quanto fatto negli ultimi 15 anni. Penso che le condizioni ci siano, il presidente sta facendo un grande lavoro. Partendo bene, si può lottare per vincere subito lo scudetto e far bene in tutte le altre competizioni". 

Si abusa a volte degli accostamenti con l’Inter del Triplete: vede qualche analogia nel percorso?
"E’ sempre sbagliato fare dei confronti. Ma ricordo bene che la stagione del Triplete iniziò con una sconfitta in Supercoppa, poi abbiamo vinto tutto. Questo per dire che anche se le cose iniziano in salita, poi possono finire nel migliore dei modi. L’importante è crederci e lavorare bene".

E’ davvero la difesa il punto di forza di questa squadra?
"E’ il reparto più forte, nessun’altra squadra ce l’ha così. Godin, De Vrij, Skriniar, Handanovic stesso: sono nomi troppo importanti per la squadra, oltre che dei riferimenti per gli altri".

Altro parallelo, Conte alla Mourinho. Anche l’attuale allenatore, come José, ha messo pressione sul mercato.
"Beh, ha bisogno di qualcuno che segni. Capisco il tecnico, è arrivato carico per portare la sua filosofia di gioco e le sue idee. In questo momento non sta lavorando con la rosa al completo, capisco che per lui possa essere difficile. La società lo aiuterà sicuramente a risolvere questo problema mettendogli a disposizione i giocatori che gli servono".

Lukaku e Dzeko sono le soluzioni corrette?
"Sono due campioni, l’hanno già fatto vedere nella loro carriera. Mi piacciono entrambi, sono attaccanti forti che sanno segnare tanto. Non so chi potrà arrivare, uno dei due, tutti e due. Ma si tratta di profili alti". 

I tifosi dell’Inter, intanto, hanno già sposato il progetto a scatola chiusa, raggiungendo il sold out con gli abbonamenti.
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E’ un segnale importante. Diciamo così: i tifosi il loro lavoro lo stanno facendo... Certo, è una responsabilità per i giocatori. Ed è anche una risposta a chi diceva che avrebbero mal visto l’arrivo di Conte per il suo passato juventino. Nel calcio contano i risultati, questa è la verità: se il tecnico porta i trofei, i tifosi saranno con lui sempre, funziona così". 

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Sezione: Copertina / Data: Lun 22 Luglio 2019 alle 08:20
Autore: Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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