Sono passati più di sei anni e mezzo dall’ultima volta, ma l’emozione resta fortissima. La Lazio è di nuovo in testa alla classifica, a braccetto con l’Inter, e il momento attuale riporta alla memoria la straordinaria cavalcata della squadra di Simone Inzaghi nella stagione 2019/2020. Oggi la storia sembra ripetersi, almeno per certi aspetti. La Lazio si trova al comando insieme all’Inter, che punta a difendere il titolo conquistato a maggio, mentre le attese della vigilia indicavano in Roma, Napoli, Juventus, Milan e Como le principali rivali. Non Gennaro Gattuso, che continua a mantenere un profilo basso: "Noi non c’entriamo nulla con la posizione di oggi", ripete il tecnico, deciso a tenere alta la tensione all’interno del gruppo.

Il rimpianto nel cuore

A riconoscere le somiglianze tra la Lazio attuale e quella del 2020 è proprio Simone Inzaghi, che da Riyad segue con partecipazione le vicende della sua ex squadra. Il 29 febbraio 2020, prima che la pandemia interrompesse quel percorso, era stato lui a portare i biancocelesti in testa alla Serie A. Un ricordo ancora vivo, legato soprattutto alla vittoria per 2-0 contro il Bologna. "Non posso non ricordare quella vittoria contro il Bologna per 2-0, fu decisiva per il nostro salto in testa alla classifica - ha detto nell'intervista a Il Messaggero -. L’Olimpico era pieno e esplodeva di gioia, sembrava una festa collettiva senza la parola fine", racconta l’ex allenatore, protagonista di una delle squadre più spettacolari degli ultimi decenni. Il percorso, però, fu bruscamente condizionato dall’emergenza sanitaria e dalle sue conseguenze: "Ricordo quanto erano felici i tifosi, poi arrivò la pandemia, il lungo periodo di sosta, gli infortuni e una ripresa del campionato che non era più lo stesso di prima. Non arrivò lo Scudetto ma mi è rimasta la consapevolezza di aver costruito una Lazio fantastica, che mi ha regalato emozioni forse irripetibili. Certo, ho un rimpianto nel cuore che mi porterò dietro per tutta la vita: come sarebbe finita senza quella catastrofe di nome Covid?".

Qualcosa nell'aria

La Lazio di oggi propone uno spartito tattico differente, con un 4-3-3 altrettanto offensivo. Per Gattuso, tuttavia, il segreto sembra essere soprattutto la compattezza del gruppo, un aspetto sottolineato anche dagli stessi giocatori e che richiama da vicino l'esperienza vissuta con Inzaghi. "Vedere oggi la Lazio prima in classifica mi rende felice. La squadra vola, Gattuso, che è un grande allenatore, si è inserito molto bene, e così i successi arrivano uno dietro l’altro. C’è qualcosa nell’aria di simile alla Lazio del 2020: noi eravamo una famiglia, anche se sono molto lontano credo che si respiri la stessa atmosfera a Formello in questo periodo. Un particolare che farà sempre la differenza nelle competizioni con gli altri: non so come finirà il campionato, ma anche oggi la Lazio sta regalando forti emozioni".

Un amore che non si spegne

Nonostante gli impegni con l’Al Hilal, Inzaghi non ha mai smesso di seguire la Lazio, alla quale resta profondamente legato: "Compatibilmente con gli orari e i miei impegni con l’Al Hilal, seguo sempre la Lazio come grande amore della mia vita calcistica. Io devo moltissimo al club biancoceleste, non dimentico lo scudetto e non dimentico il periodo più delicato in cui avevamo grandi difficoltà: le devo tantissimo e le sarò grato per sempre. Sono stato alla Lazio per ventidue anni, una cavalcata meravigliosa durante la quale sono stato giocatore e allenatore: non potrà mai uscire dal mio cuore".

Sezione: Copertina / Data: Lun 26 ottobre 2026 alle 10:48
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
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Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.