Le ultime notizie inerenti al futuro della Federazione calcistica italiana hanno destato qualche preoccupazione e qualche malumore. In particolare il noto giornalista Ivan Zazzaroni ha pubblicato una lunga lettera sul Corriere dello Sport - quotidiano di cui è direttore - indirizzata Giuseppe Marotta, presidente dell'Inter: "Beppe, ma che siamo nel feudalesimo? Beppe, ma che ci troviamo nella DDR? Beppe, dov’è il cortocircuito, il punto di rottura, il blackout che ti porta a considerare la Lega padrona unica e incontrastata del calcio italiano? Beppe, la proprietà privata è sacra, ma il calcio, ce lo siamo detti tante volte, è di tutti e il sistema è sempre più importante dei capricci individuali. Come neanche quando da bambini bastavano due maglie per immaginare i pali di una porta e non ci chiedevamo se il terreno fosse scosceso, Beppe, te lo ricorderai, stai provando a portarti via il pallone perché non hai l’impressione che ti stiano facendo vincere". 

La lettera poi prosegue: "Non devi vincere tu e non devono vincere i tuoi amici, deve risorgere il nostro calcio, allo stato in una condizione invereconda e quindi, Beppe, fatelo dire, così non si fa e questo ennesimo colpetto armato ai danni del presidente che avevi scelto tu insieme ad altre 18 società, lo stesso presidente che per troppa autonomia adesso ti è in uggia, imbarazza chiunque sia agnostico, ma mantiene una pur estenuata capacità di giudizio. Sei troppo duro, dirai. 

E ti rispondo di no. Sono, siamo semplicemente stanchi. Sono oggettivo e con la stessa oggettività ti assicuro che non c’è l’ho con te, almeno credo – il dubbio ci tiene vivi e non siamo infallibili Beppe, lo hai dimenticato? – ma dimmi, di grazia, cosa deve fare il calcio italiano per far fallire? Fosti tu a indicare Giovanni Malagò come candidato alla presidenza federale e riuscisti addirittura a fargli avere un favore quasi unanime. Fosti tu a suggerirgli di dare a Paolo Maldini il ruolo di direttore generale e sappiamo bene come andò. Fosti tu a incazzarti perché Malagò ebbe l’ardire di preferire Mancini a Pirlo e a occhio, lasciami la libertà di pensarlo Beppe, è stato meglio così [...]". 

La lettera si conclude così: "Ora Beppe, ti chiediamo almeno un’assunzione di responsabilità. Volete Galliani? Ditecelo. Uscite allo scoperto ed esci allo scoperto tu, caro Beppe, non nasconderti dietro a un «io non centro», «sono le componenti che non vogliono più votarlo» e altro. Avresti dovuto sapere con chi avevi a che fare. Il più vittorioso dirigente dello sport italiano non è per indole, storia personale, successi ottenuti sul campo, un cagnolino da riporto. Non lo era prima, non lo è oggi, non lo sarà domani. È uno che piuttosto se ne va e poi, beh poi Beppe, buona fortuna [...]. Mi dicono che avresti voluto l’avvocato Viglione come segretario generale e adesso rischi di ritrovarti senza sponde, ma se ne dicono tante e comunque, dovreste stare nella stessa squadra, non contare le truppe. Non ti rendi conto, Beppe, che così facendo la Lega di A rischia la spaccatura? È l’immagine che sta dando all’esterno il nostro calcio non ti fa riflettere? Abbiamo già dato troppi spunti per un pezzo comico, cerchiamo almeno di non precipitare nella farsa". 

Sezione: News / Data: Dom 25 ottobre 2026 alle 16:42
Autore: Carlo Alberto Gamba
vedi letture