L'immortale. Non è Ciro Di Marzio, meno famoso per i calciofili di Gianluca ma altrettanto popolare nel tessuto sociale italiano tra gli amanti delle serie TV. Stavolta l'immortale è l'Inter, che anche quando sembrava spacciata ha saputo tirar fuori dal cilindro, come un prestigiatore consumato, il numero che vale il prezzo del biglietto: 3 punti, in pieno recupero, quando a Firenze già pregustavano il colpo grosso per dare una svolta alla propria stagione. Invece in pieno stile nerazzurro, quando tutto indicava verso un'unica, fatale direzione, la capacità di sovvertire il destino e girarlo verso la propria. E non ci si dovrebbe neanche sorprendere: in Serie A ora sono 13 i punti dei nerazzurri da situazioni di svantaggio.

Dica 33

Una vittoria tardiva, ma meritatissima. Sono trentatre, alla fine, i tiri in porta della capolista verso David De Gea, presentatosi al Meazza come al solito vestito da Superman e capace di sventarne undici, alcuni alla sua portata, altri meno. Un dominio di cui ci si rende conto solo a mente fredda, guardando le statistiche, solo percepito in campo perché fuorviati dal punteggio proposto dal maxi schermo. Eppure la capolista, confermatasi tale, in un mondo giusto questa partita l'avrebbe vinta con 3 o 4 gol di scarto. Ma il mondo non è sempre giusto e a volte bisogna darsi una mano per tornare alla naturalità delle cose.

L'ora legale

Tra tanta instabilità, il tifoso interista ha un'unica, grande certezza: con questa Inter non ci si annoia mai. La Fiorentina fa la sua parte, arriva al Meazza coperta neanche fosse il 20 dicembre, pesca il jolly e lo difende a dentri stretti, anche in modo casuale. I padroni di casa, dal canto loro, oltre a maledire De Gea possono fare altrettanto con la loro mira, a dir poco insoddisfacente nel momento clou. E pur fioccando come le prime nevi sulle Dolomiti, le occasioni rimangono tali e non spostano di una virgola il tabellino. Occhio però: qualche ora prima è scattata l'ora legale e forse non tutti i nerazzurri erano sincronizzati con il nuovo orologio. Si può spiegare così il ritardo con cui sono arrivate le giocate decisive: segni due (reti), prendi tre (punti). Tutto legale, come l'ora.

Prima o poi piove

Se l'Inter pazza non è una novità, contro la Fiorentina, all'ora di pranzo, la grande novità è stata in porta: eccolo, finalmente, Ivan Provedel, al suo esordio con la maglia della squadra per cui ha sempre fatto il tifo (i social non perdonano e a volte testimoniano...), ma che aveva visto da vicino sempre e solo da avversario, o allo stadio da tifoso senza farsi notare troppo. A furia di dire che piove, prima o poi ci si azzecca. E a furia di dire che è il turno di Provedel, idem. Non poteva scegliere di meglio per battezzare la sua esperienza a Milano: una partita che la gente non dimenticherà, in cui l'ex Lazio, oltre a capitolare sul tracciante di Jimenez, ha fatto ampiamente la sua parte. Assistendo da lontano al ribaltone. 

Doppio alka seltzer

Battuta fin troppo semplice: una bella fiorentina all'ora di pranzo per riempirsi lo stomaco. Eppure quello che poteva essere un bel pasto in compagnia, rischiava di rovinare l'intera domenica. Una bistecca (no, non c'entra Bisseck) andata all'improvviso di traverso e rimasta sullo stomaco a lungo, al punto da rischiare di star male. Fino a quando Thuram e Zielinski, come una doppia dose di salvifico alka seltzer, hanno rimesso le cose a posto. Domenica salvata, cena confermata. 

Jimenez Cavaliere Nero

Se è vero che questa Inter non va stuzzicata, visto che appena prende un ceffone ne restituisce diversi con maggiore forza, bisogna ricordarsi la prossima volta di non fare altrettanto con Alex Jimenez. Ex Milan, che questa partita la vive con la foga di un derby, è diventato oggetto di fischi e indicibili insulti da parte del pubblico nerazzurro dopo uno screzio plateale con Mkhitaryan, uno a cui bisogna sempre e comunque portare rispetto. Ebbene, ricevuto il boost del pubblico, ha scaricato con una forza superiore alla sua media un destro all'incrocio dei pali che ha fulminato Provedel. Così, de botto, dal nulla. Non certo uno abituato a queste prodezze, lo spagnolo. Che in questo caso indossa i panni del Cavaliere Nero di Gigi Proietti. Chi sa, sa.

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 26 ottobre 2026 alle 08:00
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
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Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.