Direttamente dal ritiro di Pinzolo Roberto Scarpini ha intervistato Mauro Icardi, che tiene a ringraziare i tifosi per la calorosa accoglienza ricevuta. L'attaccante argentino non sente il peso della maglia numero 9, e promette tanti gol... 
Ecco il testo integrale dell'intervista, andata in onda su Inter Channel nel corso di Radio Appiano.

La maglia più venduta a Pinzolo è la tua: sei già il più amato tra i nuovi dai tifosi...
"E' una cosa bella, come ho detto l'altro giorno per me che ho 20 anni vuol dire tanto"

E non hai ancora fatto un gol, figurati quando comincerai a segnare! Un gol ogni 3 partite in A con la Sampdoria, niente male per uno che si è affacciato solo l'anno scorso nel calcio dei grandi.
"Sicuramente è stata una cosa che nemmeno io mi aspettavo, si può dire che nessuno se lo sarebbe aspettato! La squadra mi ha aiutato dall'inizio e con l'aiuto di tutti sono riuscito a fare quei gol".

Com'è stato il passaggio dal calcio dei ragazzi a quello dei grandi? Forse per un attaccante è ancora più difficile.
"Si, sicuramente per l'attaccante è difficile perché deve lottare con difensori esperti, tanti sono da molti anni nel calcio. L'anno scorso fin dall'inizio mi sono dovuto abituare a ricevere le botte e le gomitate, poi poco a poco si impara qualcosa di nuovo".

Importante al giorno d'oggi che ci sono dodici telecamere è anche non reagire...
"Sicuro. Se ti tirano un pugno o ti fanno qualcosa devi essere bravo a stare tranquillo e provare comunque a vincere la partita, senza litigare con gli avversari".

Arrivi dall'Argentina, poi giovanili del Barcellona, la famosa cantera, poi arrivi in Italia alle giovanili della Sampdoria. Che differenze ci sono tra il calcio delle giovanili del Barcellona e quello in Italia?
"Al Barcellona si lavora tanto già da ragazzini di 9 - 10 anni, che iniziano già a giocare ad un alto livello. Si gioca tutti con lo stesso modulo della Prima Squadra. Si lavora tanto su tecnica, tattica, posizione in campo, tutto come fa la Prima Squadra, poi se uno arriva a giocare con i grandi è già pronto a questo. Qua in Italia da piccoli non si lavora come la Prima Squadra".

Abbiamo visto delle foto di te e Messi, ci auguriamo che vi ritroviate in Nazionale, o magari un giorno all'Inter, di sicuro non al Barcellona...
"Sarebbe bello se venisse all'Inter...".

All'Inter c'è Zanetti, un simbolo per gli argentini. Per un attaccante giovane però il simbolo non può che essere Messi?
"Si, secondo me si per quello che sta facendo e che continuerà a fare in questi anni. Sicuramente non mollerà mai e sarà sempre il numero uno".

Hai scelto il 9, numero pesante...
"L'importante non è il numero che hai sulle spalle, l'anno scorso avevo il 98 e non mi importava. E' vero che il 9 lo hanno vestito grandi campioni qua e a livello mondiale, io l'ho preso perché mi piace tanto e se un giorno arrivo a fare qualcosa di buono nella mia carriera questo rimarrà nei miei ricordi".

Perchè indossavi il 98?
"Era perché avevo preso il 99 quando Cassano andò via dalla Sampdoria,  poi arrivò Pellè e chiese il 99, per cui mi scalarono di uno...".

Sei pieno di nomi tatuati sul braccio destro
"Guido è mio fratello, Ivana mia sorella, Juan mio padre, poi c'è mia madre, i miei nonni, un angelo... tutta la famiglia".

Sul sinistro invece?
"E' libero, non si sa mai che ci tatuerò dei trofei...".

Come mai questa passione per i tatuaggi?
"Ho iniziato a tatuarmi a 15 anni, penso sia una bella cosa portare la mia famiglia e la gente a cui voglio bene sul mio corpo per sempre".

Cosa ti piace fare nella vita, nel tempo libero? Sei fidanzato?
"Ora sono single, tra le mie passione c'è la musica, in particolare la cumbia e ilreggaeton".

Cosa ti senti di dire ai tuoi nuovi tifosi che già ti vogliono bene?
"Voglio ringraziarli molto per questa accoglienza calorosa che mi hanno riservato in questa settimana. La gente è contenta del mio arrivo a Milano e spero di ricambiare tutto segnando molti gol per renderli ancora più contenti". 

Sezione: Copertina / Data: Ven 19 luglio 2013 alle 17:20 / Fonte: Inter.it
Autore: Riccardo Gatto / Twitter: @RiccardoGatto1
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