Pagellone della stagione di Mario Sconcerti sul Corriere della Sera. Limitandoci alle posizioni di vertice, spiccano i voti di Lazio, Roma e Milan superiori a quelli di Juve e Inter. L'Atalanta viene giudicata la migliore.

Juventus 6+ Stagione non bellissima, resta da capire il finale. Da capire anche le responsabilità della società sul mercato e quelle di Sarri sul campo, chi è stato più vittima e chi protagonista della confusione. Ha vinto uno scudetto con 7 punti in meno, ha perso 7 volte, cosa mai accaduta da quando ci sono i gironi a 20 squadre e i 3 punti. È una squadra bloccata sui suoi solisti che cerca ogni tanto di essere un’altra. Non è riuscita a essere bene nessuna delle due. Ha vinto lo scudetto, straordinariamente il nono, ma per qualità personali, non per ordine o idee.

Inter 7- Ha perso meno di tutti, 4 partite, ha fatto 13 punti più di un anno fa, tantissimi a questi livelli. È arrivata a un solo punto dalla Juve, l’anno scorso erano stati 21. È diventata più squadra ma quando serviva meno e il calcio era già rallentato dai ritmi della malattia. Resta un’idea di confusione tattica ben stretta tra le mani di Conte. Non è mai chiaro cosa manchi, ma qualcosa di grosso manca sempre. Ha perso improvvisamente Brozovic lungo la strada e non ha mai trovato davvero Conte. C’è una leadership senza dosi, certamente illuminata ma controversa. Così una buona stagione porta al traguardo una società spaccata. Quando si mette pubblicamente nella discussione anche la proprietà, si è vicini a voler chiudere. Conte sta provando a commissariare l’Inter, ma di forza, senza politica. Zhang non lo perdonerà mai. Marotta nemmeno. Ha criticato prima i giocatori, poi la società, poi il proprietario. Freud direbbe che cerca di essere cacciato. Per quel che lo conosco è una persona seria. Quando esagera è perché è soffocato da se stesso. Rompe i bicchieri per essere visto. Ma ne rompe tanti.

Atalanta 8 Il calcio migliore, il più insistente. Spesso si dice il più moderno, ma nel calcio la modernità non esiste. Il tempo è circolare. Il gioco lo stesso da sempre, le novità sono vecchi cambiamenti che tornano. Il metodo di Chapman è del 1925 ma si riassume in un 3-4-3. Gasperini prende quello che sente da un’era geologica all’altra. La cosa decisiva è che muove contemporaneamente 5-6 giocatori e quasi altrettanti ne porta in area. Peccato per Ilicic e il suo improvviso dolore oscuro.

Lazio 7,5 Ha avuto sfortuna, era l’unica delle prime a non avere le coppe, sarebbe stata la più fresca contro avversari stanchi. Non si è bastata. Ma ha fatto 19 punti più di un anno fa.

Roma 7 Fonseca ha costruito con poco una bella squadra. Dzeko e Mkhitaryan sono fuoriclasse a questi livelli, permettono agli altri di crescere con calma. Le è mancato l’uomo migliore, Zaniolo, una vera differenza. Le manca anche praticità. È una squadra tecnica, ama giocare, a volte si perde. Ha gettato via le ali (Kluivert e Under) per difendersi a tre. Ha ottenuto di più, piacendo un po’ meno. Ottime prospettive.

Milan 7,5 Ha vinto lo scudetto del dopo lockdown, 30 punti in 12 partite, una proiezione di oltre 90 in un campionato intero. Aveva sbagliato tutto nella prima parte, poi è arrivato Ibrahimovic, un giocatore che non ha niente da invidiare a Messi e Ronaldo. È stato un miracolo di buon senso comune e leadership personale. Mescolandosi hanno tirato fuori la qualità di base che era comunque alta. Il Milan è definitivamente tornato competitivo. Adesso deve abituarsi ad esserlo.

Napoli 6,5 Era partita con Ancelotti per vincere il campionato, ha vinto la Coppa Italia con Gattuso. Un gioco da finire di costruire. Il migliore, Insigne.

Sezione: Rassegna / Data: Lun 03 agosto 2020 alle 10:28 / Fonte: Corriere della Sera
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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