Dopo l'archiviazione richiesta dalla Procura di MilanoTuttosport ha provato a sentire l'avvocato Mattia Grassani per un parere sulla vicenda di "Arbitropoli". "In astratto, senza conoscere gli atti né le ragioni dell'archiviazione, ritengo che la giustizia sportiva possa procedere in autonomia, anche perché il codice di giustizia sportiva prevede, all'art. 4, l'obbligo di lealtà, probità e correttezza, che deve essere osservato in tutti i rapporti riferibili all'attività sportiva, ben diverso dall'illecito penale, caratterizzato da una soglia più bassa di disvalore. Tuttavia, l'archiviazione ridimensiona certamente la portata della vicenda anche per l'ordinamento sportivo".

"Ritengo che risulti fondamentale la modalità del comportamento: è innegabile che da sempre esistano interlocuzioni, critiche purché non trascendenti i limiti del rispetto, tra dirigenti e membri del settore arbitrale. La manifestazione di un malcontento per le direzioni di un arbitro non credo superi la soglia di punibilità dell'illecito sportivo - perché non tende ad alterare alcuna gara - ma probabilmente, se spinta fino alla richiesta di evitare future designazioni, può risultare contraria ai principi di correttezza e lealtà. Dipende molto da come si è manifestata la protesta e quanto ha inciso. Non conosco gli atti e dunque non posso valutare. Certamente esiste responsabilità del club solo se viene individuato un dirigente passibile di sanzione ai sensi del Cgs".

Sezione: Rassegna / Data: Ven 17 luglio 2026 alle 10:50
Autore: Antonio Di Chiara
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