Dopo aver segnato uno dei gol più importanti della sua carriera, Lautaro Martinez non ha lesinato interviste. Oggi La Gazzetta dello Sport pubblica altre parole del "Toro". "Per la famiglia. Per mia mamma che ho appena chiamato e sta lavorando. Quando scendo in campo penso soltanto ai miei figli che mi hanno cambiato la vita, a mia moglie. Tutto quello che faccio è per loro. E poi mio padre, che è il principale responsabile di questo percorso. Mi ha insegnato a comportarmi da persona matura, a essere un lavoratore. La nostra è una famiglia unita sia nei momenti belli sia in quelli difficili". 

"Noi abbiamo avuto dei problemi, ma i miei genitori non mi hanno mai fatto mancare un piatto in tavola e un pallone. Provo tanta gratitudine nei loro confronti e orgoglio e felicità per tutto ciò che ho vissuto fin da bambino - continua Lautaro -  Che cosa significa questo gol? Significa tantissimo perché vale la qualificazione alla finale. È un gol che tutti gli argentini avrebbero voluto segnare e l’ho fatto io. Appena la palla è entrata non ho capito più nulla. Sono andato a cercare subito la mia famiglia che era lì, vicino a quella porta. È il gol più importante della mia carriera insieme a quello segnato nella finale di Coppa America". 

Particolare per gli amanti della cabala, l’ultimo gol dell’Argentina all’Inghilterra in un Mondiale l’aveva fatto un interista, Javier Zanetti. "E aveva la maglia blu e il numero 22 come me. Il destino mi ha regalato una storia bellissima. L'esclusione dal 1'? Beh, per quanto voglia sempre dare il massimo e aiutare la squadra a prescindere dai minuti che mi sono concessi, la verità è che chiunque desidera giocare dall’inizio. Non sono contento quando non gioco, se non vado in campo mi arrabbio anche nel mio club, dove comunque gioco sempre. È il mio spirito competitivo che viene fuori. Qui siamo tutti forti, però l’allenatore deve sceglierne undici. Ho vissuto un periodo molto difficile, ma in quei momenti bisogna abbassare la testa, lavorare, correre, avere umiltà e sacrificarsi per la squadra. Poi i premi arrivano e questo gol è un riconoscimento che ho sempre sognato, per tutto il lavoro fatto fin da quando ero bambino. Io so solo che do il massimo anche se gioco un minuto, tre o cinque". 

Sezione: Focus / Data: Ven 17 luglio 2026 alle 08:00
Autore: Antonio Di Chiara
vedi letture