Cosa resta da dire su Inter-Liverpool? Secondo Luigi Garlando della Gazzetta dello Sport, soltanto una cosa: "Questa partita va oltre la logica della qualificazione, è una tappa importante nel percorso di maturazione dell’Inter - spiega il giornalista -. Questa squadra è stata allevata da Spalletti e cresciuta da Conte che le ha rafforzato le ossa e imposto una disciplina rigida. Inzaghi l’ha raccolta già scudettata e l’ha ingentilita con un gioco di qualità superiore, rendendola ambiziosa e coraggiosa come esige l’adolescenza. Il nuovo spirito ha reso l’Inter più pronta per l’Europa che è l’approdo naturale di un club del suo rango che, per di più, si chiama Internazionale. La seconda stella non può essere il punto di arrivo. Ma per l’approdo alla maggiore età serve un rito d’iniziazione, una notte di gloria. Un’impresa, appunto". E qui la memoria va dritta al confronto con i Reds nel maggio 1965, con quel 3-0 che ribaltò l'1-3 di Anfield e proiettò la banda di Herrera verso la leggenda. Ma anche il Barcellona di Guardiola, nel 2010, pareva imbattibile. E tutti sappiamo come andò a finire.

Quella fu anche l'ultima grande impresa internazionale a San Siro. "Nella stagione successiva ne firmò un’altra in trasferta. Monaco, 15 marzo 2011, ritorno degli ottavi di finale - ricorda Garlando -. L’Inter, sconfitta 1-0 all’andata, passa in vantaggio con Eto’o, ma viene rimontata da Mario Gomez e Muller. Anche lì sembra finita. Sembra la vendetta dei bavaresi. E invece Sneijder e Pandev firmano un 3-2 da ricordare. Da allora l’Inter non ha mai più passato un turno a eliminazione diretta in Champions League. Non ha mai più eliminato una squadra di grande nobiltà. Non ha mai più regalato al suo popolo un’impresa nella coppa più prestigiosa da ricordare. Sono passati 11 anni. Troppi".

Sezione: Rassegna / Data: Mer 16 febbraio 2022 alle 11:45 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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